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Il dipartimento di Stato Usa – mentre parla di pace in Medio Oriente – consegna al governo di Israele ‘prodotti militari’ per oltre 20 miliardi di dollari e 50 aerei da combattimento F-15.
USA, maxi vendita di armi a Israele
Nonostante il massacro in corso a Gaza, gli Stati Uniti continuano a fornire ingenti quantità di armi a Israele, suscitando aspre critiche a livello internazionale (ma non tra i sempre più proni alleati europei).
Il Dipartimento di Stato USA ha recentemente approvato la vendita di prodotti militari per oltre 20 miliardi di dollari, inclusi 50 aerei da combattimento F-15IA, parte di un pacchetto che rafforza ulteriormente l’apparato bellico israeliano.
Questo non è un caso isolato, ma parte di una lunga tradizione di supporto militare a Israele, giustificata dal governo statunitense come necessaria per mantenere la “capacità di autodifesa” di Israele.
Tuttavia, il concetto di autodifesa, che dovrebbe rappresentare una risposta proporzionata a una minaccia esterna, viene sempre più visto come un pretesto per operazioni militari offensive da parte di Israele, soprattutto alla luce dei massacri indiscriminati di civili a Gaza, per i quali Tel Aviv è sotto processo alla Corte Penale Internazionale.
Le condanne verbali da parte degli Stati Uniti nei confronti delle violenze non hanno impedito al governo di Washington di continuare a rifornire Israele di armi sofisticate, tra cui 14.000 bombe da 900 chili e migliaia di missili aria-superficie Hellfire, dal 7 ottobre in poi.
Questo sostegno militare, che ammonta a 3,8 miliardi di dollari annui in “normale assistenza militare”, solleva interrogativi sull’impegno degli Stati Uniti nei confronti dei diritti umani e della pace nella regione.
La vendita di armi è stata accompagnata dal ringraziamento del ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, che ha espresso gratitudine ai segretari Lloyd Austin e Antony Blinken per il loro ruolo nel rafforzare il vantaggio militare qualitativo di Israele.
Un gesto che sembra rafforzare la determinazione del governo USA a sostenere il suo alleato, anche a costo di violare la Legge Leahy, che dovrebbe prevenire la complicità in violazioni dei diritti umani.
Con un pacchetto di armi così massiccio, l’amministrazione Biden si prepara a lasciare un’eredità mortifera in Medio Oriente, una regione già segnata da decenni di conflitti e violenze, alimentati anche dalle forniture militari statunitensi.

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