Tragedia a Scampia, crolla ballatoio della Vela Celeste: due morti e 13 feriti

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A Scampia, periferia nord di Napoli, nell’edificio conosciuto come Vela Celeste un ballatoio in ferro del terzo piano si è improvvisamente staccato, crollando su quelli sottostanti. Il bilancio è tragico: due persone hanno perso la vita e altre tredici sono rimaste ferite, inclusi sette bambini.

Scampia, crolla ballatoio della Vela Celeste: due morti e 13 feriti, sette sono bambini

Erano le 22:40 di lunedì 23 luglio, quando un rumore assordante ha scosso la Vela Celeste di Scampia, uno degli edifici più emblematici del degrado urbano nella periferia nord di Napoli.

Il ballatoio in ferro del terzo piano si è improvvisamente staccato, crollando su quelli sottostanti. Il bilancio dell’incidente è tragico: due persone hanno perso la vita e altre tredici sono rimaste ferite, inclusi sette bambini.

Questo è quanto ha riferito il prefetto Michele di Bari durante una riunione d’emergenza tenutasi in prefettura alle 3:40.

I feriti più gravi sono stati trasportati d’urgenza al Cto e all’Ospedale del Mare, mentre il Santobono ha accolto sette bambini, di cui due sono stati ricoverati, e altri cinque sono in fase di accertamento.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia, impegnati a scavare tra le macerie.

Le vittime sono un giovane di 29 anni, deceduto sul colpo, e una donna di 35 anni, che è morta dopo il ricovero al Cto.

In condizioni critiche al Cardarelli si trova una donna di 25 anni, mentre altre due donne di 53 e 35 anni sono ricoverate nello stesso ospedale per lesioni riportate nella caduta. All’Ospedale del Mare, un uomo tra i 40 e i 50 anni è in cura per un’emorragia cerebrale e diverse fratture, insieme a una donna di 23 anni che ha riportato fratture multiple.

All’Ospedale San Paolo, un uomo di 28 anni è stato ricoverato per tachicardia. I minori ricoverati al Santobono, di età compresa tra i due e gli otto anni, soffrono di fratture, traumi cranici e contusioni.

Il quartiere è sotto shock. I lavori di riqualificazione della Vela B, nota come ‘Vela Celeste’, finanziati dal Piano Periferie con circa 18 milioni di euro, erano stati annunciati ad aprile nel piano di rigenerazione urbana promosso dalla giunta Manfredi.

Il progetto prevedeva il rinnovamento degli spazi comuni, dei garage, dei porticati e dei collegamenti verticali, nonché il rifacimento delle superfici orizzontali.

Questi edifici sono diventati negli anni sinonimo di degrado, criminalità e traffico di droga.

Si era deciso di rilanciare radicalmente il quartiere demolendo la maggior parte delle Vele, riqualificandone alcune e destinandone una a ospitare corsi di laurea in Medicina. Dopo l’abbattimento di due Vele nel 2003 e nel 2020, all’inizio dell’anno sono iniziate le demolizioni di altri due edifici, la Vela Gialla e la Vela Rossa.

La Vela Celeste, tuttavia, è ancora in piedi, abitata da un gruppo di residenti che si definiscono “sognatori abusivi”. Un anno fa, quando il Napoli ha vinto lo scudetto, questi residenti hanno decorato l’edificio di azzurro. Ma stanotte non c’è spazio per i sogni: si scava tra i resti.

Circa ottocento persone sono state evacuate dai vigili del fuoco, ma il numero potrebbe cambiare a seconda delle verifiche condotte dai tecnici del comune di Napoli. Questi dovranno confermare se l’intero edificio deve essere sgomberato, come richiesto dai vigili del fuoco, o se una parte delle famiglie potrà rientrare, valutando l’agibilità parziale della Vela.

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