Torturatori solo se non sono americani: il caso Maduro

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Washington accusa Maduro di tortura: elettroshock, annegamento simulato, isolamento. Le stesse pratiche della CIA, di Abu Ghraib e di Guantánamo, documentate e mai punite. Un processo nato da un sequestro armato fa della tortura uno strumento di politica estera.

Maduro sotto accusa per tortura: l’imputato ha sbagliato bandiera

Elettroshock, simulazioni di annegamento, isolamento prolungato: l’elenco delle sevizie attribuite a Nicolás Maduro occupa trenta pagine depositate a Manhattan, e a chiunque abbia letto un rapporto del Senato americano suona come un ripasso.

Giovedì 8 ottobre la Procura del Distretto Sud di New York ha presentato un nuovo atto d’accusa, trenta pagine registrate come documento 342 del fascicolo 1:11-cr-00205, che aggiunge a Maduro e alla moglie Cilia Flores la cospirazione per commettere tortura ai danni di americani e altri. I due rispondono già di narcoterrorismo, importazione di cocaina e reati legati alle armi, e si sono dichiarati non colpevoli.

Secondo l’accusa, tra il 2013 e il 2026 avrebbero diretto un sistema fatto di scariche elettriche, asfissia, stupro, nudità forzata, isolamento prolungato e fame, anche contro oltre una dozzina di cittadini statunitensi detenuti in Venezuela, tra cui l’ex marine Matthew Heath, trattenuto per 752 giorni.

Il giudice Alvin Hellerstein ha negato la libertà a Flores per motivi di salute, il suo avvocato ha ottenuto il rinvio della comparizione sul nuovo capo d’accusa perché ha ricevuto l’atto la mattina stessa, e il 17 novembre si discuteranno le mozioni sull’immunità sovrana. Il processo è fissato per il 1° giugno 2027. Sono accuse della Procura, e i due godono della presunzione di innocenza. Gli Stati Uniti accusano Maduro e Cilia Flores di torture: i punti chiave della nuova imputazione giudiziaria.

La coppia è detenuta a Brooklyn dal 3 gennaio, giorno in cui forze americane hanno prelevato Maduro e Flores da Caracas dopo un attacco militare. Il segretario generale dell’ONU António Guterres si è detto preoccupato per il mancato rispetto del diritto internazionale e ha parlato di un precedente pericoloso, mentre Parigi ha ricordato che l’operazione viola il divieto dell’uso della forza. Gli organismi dell’ONU, d’altra parte, avevano già documentato negli anni casi di tortura nelle carceri venezuelane: è un fatto che nessuna incriminazione strumentale può comunque non considerare. Ma un torto non può essere sanato da un torto ancora maggiore.

Torturatori solo se non sono americani

Il procedimento ha un vizio d’origine che nessun capo d’accusa in più può sanare: l’imputato è in aula perché una potenza lo ha prelevato con la forza, in un’operazione che le Nazioni Unite hanno giudicato contraria al diritto internazionale. La giurisprudenza americana, dai tempi di Noriega, ritiene che il modo in cui un imputato viene portato davanti al giudice non infici il processo, ed è una dottrina comoda, perché trasforma l’illegalità dell’arresto in un dettaglio di procedura.

Il catalogo di sevizie contestato a Caracas ricalca con notevole puntualità il repertorio che il Senato americano ha descritto nel 2014. Nel rapporto sulla CIA si leggono waterboarding che provoca convulsioni e vomito, bagni nel ghiaccio e isolamento totale, si legge di almeno cinque detenuti sottoposti ad alimentazione rettale senza necessità medica, si conta che dei 119 prigionieri noti almeno 26 erano detenuti senza motivo.

Si aggiungano le fotografie di Abu Ghraib e gli anni di isolamento e alimentazione forzata a Guantánamo. Il dipartimento di Giustizia ha indagato dal 2009 senza incriminare nessuno, e a pagare per Abu Ghraib sono stati sottufficiali e soldati semplici.

Questo non assolve a prescindere  Maduro ma rende grottesco il ruolo dell’accusatore, perché la questione di fondo è chi decida quando la tortura è un crimine e quando una «tecnica avanzata di interrogatorio». Finché la risposta dipende dal passaporto del carnefice, il diritto penale internazionale resta un’appendice della politica estera. Il tempismo, del resto, è singolare: la nuova accusa arriva a poche settimane dall’udienza sull’immunità sovrana, quella che potrebbe incrinare l’intero impianto.

Il processo del giugno 2027 sarà un esperimento istruttivo. Il tribunale che giudicherà le simulazioni di annegamento avrà a disposizione, negli archivi di Stato, la documentazione migliore sul tema che si possa immaginare.

 

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Alex Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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