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giovedì, Agosto 11, 2022

La farsa dello sblocco del DDL Zan: il relatore sarà il leghista Ostellari

Omofobia, sblocco del ddl Zan: arriva la calendarizzazione al Senato. Relatore il leghista Ostellari: è polemica.

La farsa dello sblocco del DDL Zan

Il primo via libera alla calendarizzazione del disegno di legge contro l’omotransfobia al Senato è arrivato dopo settimane di polemiche, rimpalli, pressing e resistenze. Ma la situazione rimane molto tesa: il ddl dovrebbe essere fissato entro maggio, ma ancora non è chiaro quando.

La calendarizzazione è passata con 13 sì e 11 no, ha votato contro tutto il centrodestra, ma ancora non è stata fissata una data. Relatore del provvedimento sarà il leghista Andrea Ostellari, presidente della Commissione. Proprio il leghista è tra i principali oppositori, insieme al suo partito, del disegno di legge.

Ora si attende che la commissione definisca un calendario dettagliato per l’esame di ogni provvedimento, stabilendo l’inizio dell’esame e l’eventuale calendario di audizioni. Ostellari e la Lega hanno detto più volte che “le priorità sono altre” e non il ddl Zan: Il voto sul calendario dei lavori ha certificato che, in commissione Giustizia, la maggioranza è spaccata. Al successivo incardinamento del disegno di legge Zan, seguiranno le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative.

Il senatore Ostellari, tuttavia, avrebbe potuto delegare la sua funzione ad altri commissari, ma ha deciso di trattenere la delega “per garantire chi è favorevole al ddl e chi non lo è”. E tale scelta ha subito innescato polemiche. Il deputato Pd Alessandro Zan, infatti, dopo il superamento dell’impasse in commissione, ha commentato: «Ostellari che si autonomina relatore è l’ennesima forzatura di chi vuole affossare una legge voluta dalla maggioranza del Senato. Ancora una volta dimostra di gestire la Commissione Giustizia come fosse di sua proprietà. Le istituzioni si rispettano».

 

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Dopo la calendarizzazione, la Conferenza episcopale italiana, è scasa nuovamente in campo sul Ddl Zan.

La Cei “sente il dovere di riaffermare serenamente la singolarità e l’unicità della famiglia, costituita dall’unione dell’uomo e della donna, e riconosciamo anche di doverci lasciar guidare ancora dalla Sacra Scrittura, dalle Scienze umane e dalla vita concreta di ogni persona per discernere sempre meglio la volontà di Dio. Auspichiamo quindi che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale”.

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