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mercoledì 12 Maggio 2021
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Referendum, nessuna sorpresa: vince il SI. E adesso?

Referendum, vince il SI, cosa cambia ora? Camera e Senato non cambieranno le loro funzioni ma avranno un taglio dei rappresentanti.

Referendum, vince il SI

Nessuna sorpresa nel Referendum Costituzionale per il taglio dei parlamentari, vince robustamente il SI anche se non è stato il plebiscito che si immaginava appena un mese fa. Una frenetica campagna del fronte del NO nelle ultime settimane ha ridotto il gap ma, alla fine, il risultato è netto in favore del fronte promotore della riforma.

Per i Cinquestelle, fuori gioco nelle Regionali, è una potente boccata d’ossigeno in un momento di grave impasse e potrebbe consentire al Movimento di riavviare la spinta propulsiva persa da tempo con la logorante pratica di Governo.

Cosa cambia adesso?

Il SI al referendum confermativo dà il via libera alla riforma costituzionale, chiamata legge Fraccaro dal nome del deputato Riccardo Fraccaro (M5s), che l’ha proposta quando era ministro ai rapporti con il Parlamento, che taglia il numero dei deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200.

La riforma è stata votata le prime tre volte da M5s, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, quand’era ancora in carica il primo Governo Conte, con maggioranza Lega-Cinquestelle

Nella quarta votazione, con il Conte bis e la nuova maggioranza, si sono aggiunti Pd, Leu e Italia Viva.

Costi e risparmi

In campagna elettorale ha tenuto banco il tema dell’effettivo risparmio legato al taglio dei parlamentari.

Stando al Movimento 5 Stelle questo comporterebbe un risparmio calcolato a 100 milioni l’anno, anche se per Carlo Cottarelli il saldo reale sarebbe di 57 milioni perché bisognerebbe considerare lo stipendio netto e non quello lordo dei parlamentari in meno.

L’economista Roberto Perotti, che è stato consulente del governo Renzi alla spending review, ha calcolato insieme a Tito Boeri un risparmio di 80 milioni l’anno di indennità, rimborsi spese, diaria, assistenti e vitalizi e sommando altre spese in meno per computer, pulizia, carta etc. si stimano circa 100 milioni l’anno, ovvero mezzo miliardo a legislatura.

Se sia cifra consistente o meno dipende dal punto di vista, per quanto possa apparire paradossale. In ogni caso incide dello 0,007% della spesa pubblica.

Produttività dei parlamentari

Un Parlamento più snello sarà più efficiente o meno democratico? La realtà ci dice – i dati di Openpolis sono impietosi – che un terzo dei parlamentari è assenteista. Quindi in Parlamento c’è chi lavora e chi non c’è.

Meno parlamentari, più velocità nelle procedure? Non funziona esattamente così. Prima cosa, la velocità non è un requisito costituzionale e, soprattutto, non è il presupposto dell’efficienza dal momento che essa non dipende dal numero dei parlamentari, ma da quanti di essi sono addetti ad una commissione o ad un progetto di legge, dai regolamenti parlamentari da seguire e, non ultimo, dalla competenza di deputati e senatori.

Nuova legge elettorale

Un effetto immediato della vittoria del Sì è la modifica della legge elettorale. Il sistema elettorale vigente, il Rosatellum, dovrà essere modificato per ridisegnare i collegi elettorali.

C’è già un accordo per un testo base, il Brescellum che prevede liste bloccate e soglia di sbarramento.

 

 

 


Sira De Vanna
Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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