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sabato 6 Marzo 2021
In Evidenza Contrordine italiani, la povertà non è stata abolita!

Contrordine italiani, la povertà non è stata abolita!

Il Rapporto Istat sulle condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie italiane conferma il sospetto che aleggiava: la povertà non è stata abolita!

Istat, la povertà non è stata abolita

Vi ricordate quando il 28 settembre del 2018 l’allora ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio annunciò trionfalmente dal balcone di Palazzo Chigi l’abolizione della povertà? Ecco, pur riconoscendo l’importanza del provvedimento del reddito di cittadinanza, strumento che andrebbe anzi potenziato e strutturato in maniera ancor più estesa e funzionale, le cose non sono andate esattamente così.

Contrordine italiani, la povertà non è stata abolita!

La conferma è arrivata dal Rapporto Istat sulle condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie del 2019 : la povertà non solo è rimasta immutata per milioni di italiani, ma rischia di allargarsi e tanti altri rischiano di caderci.

Il numero di individui a rischio di povertà o esclusione sociale è rimasto stabile. Nel 2019 erano circa 12 milioni e 60 mila individui, circa il 20,1% del totale della popolazione italiana. Parliamo di persone che vivono con un reddito mensile di circa 858 euro, mentre il 7,4% si trovava in una grave deprivazione materiale.

La media nazionale è passata dal 27,3% del 2018 al 25,6% dello scorso anno ma rimane molto elevata. La percentuale più alta è stata registrata nel Mezzogiorno, dove le persone a rischio di povertà ed esclusione sociale sono passate dal 45% del 2018 al 42,25 del 2019. Il rischio di cadere in povertà è rimasto invariato o quasi, è passato cioè dal 34,4% al 34,7%.

Stabile la disuguaglianza tra i ceti sociali. Il reddito delle famiglie più povere si conferma in media sei volte inferiore rapportato a quello delle famiglie più abbienti. È cresciuto il reddito da lavoro dipendente, seppur di poco,  mentre è diminuito quello da lavoro autonomo. Il reddito netto medio delle famiglie, 31.641 euro annui, è aumentato in valore nominale, ma si è ridotto in termini reali (-0,4%).

Nel Meridione il reddito netto medio è stato di 29.876 euro (contro una media nazionale di 36.416 euro), mentre nel Nord-est è stato di 40.355 euro, cioè il 25,96% in più rispetto al Sud del Paese.

Nel Mezzogiorno si conferma che la disuguaglianza reddituale è più accentuata. Il 20% più ricco della popolazione aveva un reddito 5,8 volte superiore a quello della fascia più povera, mentre il rapporto più basso (3,9) è stato registrato nel Nord-est.

A questi dati aggiungete che non è stata calcolata, ovviamente, l’onda d’urto della pandemia…

 

Ministri M5S esultano dal balcone di Chigi: abbiamo abolito la povertà

 

 

 

 



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