Mosca, attacco terroristico al Crocus, oltre 60 morti. La rivendicazione dell’ISIS appare improbabile

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Strage a Mosca. Un commando di terroristi fa irruzione nella sala concerti Crocus sparando a raffica e hanno poi lanciato ordigni incendiari. Oltre 60 morti e 145 feriti, ma si teme un bilancio peggiore.

Mosca, attacco terroristico al Crocus, oltre 60 morti.

Un gruppo di uomini armati, in tenuta mimetica, ha fatto irruzione in una sala da concerti a nord-ovest di Mosca, il Crocus City Hall, aprendo il fuoco sugli spettatori. Gli assalitori avrebbero lanciato anche granate o bottiglie incendiarie e poco dopo l’intero edificio si è trasformato in un rogo. Oltre 60 morti e 145 feriti è il bilancio ancora provvisorio fornito dai servizi di sicurezza interni russi, l’Fsb.

Qualche ora fa, una delle versioni dell’Islamic State, l’ex Isis, ha rivendicato l’attacco ma appare al momento poco probabile.

La firma del gruppo che si assume la responsabilità dell’azione – che sta girando tra i vari siti di informazione – utilizza un modello di comunicato che l’ISIS ha abbandonato molti anni fa.

La telecamere di sicurezza del centro commerciale che ospita la sala concerti, rilanciato da Novaja Gazeta, hanno ripreso gli assalitori – almeno quattro, altri parlano di cinque – che si avvicinano armi in pugno verso l’entrata della sala da concerti, e sparano a sangue freddo su alcune persone che cercano di ripararsi in un angolo.

In un altro video, si vedono decine di persone accalcarsi verso l’uscita dell’edificio per sfuggire all’attacco, mentre intorno si riconoscono ben visibili decine di corpi raggiunti dai colpi d’arma da fuoco.

Per la Casa Bianca secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirby, “non c’è alcun segno al momento del coinvolgimento dell’Ucraina o di ucraini nella sparatoria a Mosca”.

Replica piccata della portavoce russa Maria Zakharova: “Se gli Stati Uniti hanno o avevano dati affidabili al riguardo, questi dati devono essere immediatamente condivisi con la parte russa. E se non hanno informazioni, la Casa Bianca non ha il diritto di pronunciare assoluzioni nei confronti di nessuno”.

Ricordiamo che lo scorso 7 marzo l’ambasciata americana a Mosca aveva messo in guardia i propri cittadini per possibili attentati terroristici nelle 48 ore successive, specie ad eventi affollati come concerti musicali.

Perchè non convince la rivendicazione dell’ISIS

Torniamo sui tanti dubbi che solleva la rivendicazione dell’ISIS riassunti nelle parole di Francesco dall’Aglio dalla sua War Room: “Per quanto riguarda il coinvolgimento del noto gruppo terrorista di cui non è il caso di fare il nome su Facebook, che già ieri notte i media mondiali davano per certo e verificato, persistono un bel po’ di dubbi, che la doppia rivendicazione (molto strana anch’essa) di ieri notte e di poco fa non contribuisce a fugare del tutto, direi anzi per niente. In primo luogo sulle modalità dell’attacco: nessuna cattura di ostaggi, nessun uso di esplosivi, nessuno slogan para-islamista (almeno nei filmati i terroristi non dicono una parola, poi non sappiamo se mormoravano qualcosa), armi e caricatori ancora pieni abbandonati, e fuga pianificata prima che arrivassero le squadre dei reparti speciali – e sappiamo che la fuga, per i terroristi islamici, non è un’opzione considerata. Gli stessi terroristi catturati dicono di avere agito per soldi e sembrano piuttosto terrorizzati (anche perché li hanno arrestati quelli di Kadyrov, che non ci sono andati molto leggeri), mentre i jihadisti presi prigionieri esibiscono sempre sicurezza, rivendicano in continuazione le loro motivazioni e morire, vedi sopra, non li spaventa affatto. Sfugge, infine, il motivo di una rivendicazione fatta sì ma fatta quasi di nascosto, senza un video, un filmato e insomma tutto l’apparato cui l’organizzazione in questione, nelle sue varie incarnazioni, ci ha abituato. Mah. Magari sono in crisi di vocazione pure loro e arruolano i primi che passano.”

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