Mosca: “Il regime di Kiev sta tramando una provocazione armata contro la Transnistria che sarà condotta da unità delle Forze armate ucraine, comprese quelle della formazione nazionalista Azov”.
Ministero Difesa russo, Kiev prepara provocazione in Transnistria
Il prossimo fronte che rischia di accendersi nell’ambito della guerra in Ucraina è quello della Transnistria e da giorni la tensione è tornata a salire, anche a seguito delle dimissioni improvvise della premier Natalia Gavrilita sostituita dall’iper-atlantista Dorin Recean che ha parlato immediatamente di smilitarizzazione della regione autonoma filorussa.
Questa mattina è apparso un post sul canale Telegram ufficiale del Ministero della Difesa russo che lancia pesanti accuse al governo ucraino: “Secondo le informazioni disponibili, il regime di Kiev sta tramando una provocazione armata contro la Repubblica moldava di Pridnestrovia (nota anche come Transnistria, ndr) nel prossimo futuro, che sarà condotta da unità delle Forze armate ucraine, comprese quelle che coinvolgono la formazione nazionalista Azov”.
“Il pretesto per l’invasione sarà un attacco inscenato da presunte forze russe dal territorio della Transnistria. A questo scopo, i sabotatori ucraini coinvolti nella messinscena dell’invasione saranno travestiti da personale militare della Federazione Russa“, prosegue il post.
“Il Ministero della Difesa russo sta monitorando attentamente la situazione al confine dell’Ucraina con la Repubblica Moldava di Pridnestrovia ed è pronto a rispondere a qualsiasi cambiamento della situazione“, conclude il post del Ministero della Difesa.
Perché il conflitto rischia di allargarsi?
La Transnistria, che confina con l’Ucraina, ospita due contingenti di truppe russe. Il primo si trova al confine con la Moldavia, in una forza di peacekeeping mista, e conta circa 400 uomini. Il secondo invece, di circa 1000-1500 uomini, è stanziato intorno al villaggio di Kobasna, che ospita il più grande deposito di munizioni in Europa. Munizioni provenienti da tutti i Paesi dell’ex Patto di Varsavia.
Oleksiy Arestovich – l’ormai noto ex consigliere militare di Zelensky, finito in disgrazia dopo le purghe del governo di Kiev – lo scorso maggio lanciò un appello al Governo moldavo, dicendo che con l’aiuto ucraino si sarebbe potuto rapidamente conseguire la riunificazione del Paese con la regione separatista.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Due pesi, due misure: continua l’occupazione illegale dell’Iraq. Qualcuno se n’è accorto?
- Il mendicante col POS, il sogno dei benpensanti
- La geopolitica, il sistema-mondo e le variabili future
- L’Italia liberista, euroatlantica e anticomunista che legittima i fascisti
- Nello scontro tra Nato e blocco asiatico è l’immobilismo della Cina che muove i fili
- Guerra in Ucraina e informazione: dov’è la logica?
- La riforma del RdC del Governo Meloni: comprimere i diritti e colpire i lavoratori
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














