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Leonard Peltier, leader nativo americano, tra i fondatori dell’Aim (American Indian Movement), si trova ancora ingiustamente rinchiuso, da ormai oltre quarantotto anni, nelle carceri di massima sicurezza statunitensi. Il 10 giugno è atteso il pronunciamento di una commessione per il passaggio ai domiciliari per motivi di salute e si moltiplicano le iniziative degli attivisti per sostenerne la liberazione.
Tre giornate a Roma per Leonard Peltier
– Andrea De Lotto*
Il prossimo 10 giugno è una data importante per Leonard Peltier e per tutti i comitati che chiedono, pretendono, la sua liberazione: una commissione negli Usa potrebbe decidere per gli arresti domiciliari per le sue condizioni di salute. Leonard ha quasi 80 anni e sta male.
Così in diverse parti del mondo si stanno moltiplicando le iniziative per far sentire la voce di tutti e tutte coloro che gli sono vicini.
A Roma sei appuntamenti in tre giorni: alla biblioteca di Testaccio e al Festival delle Terre, allo Spin Lab, al circolo Che Guevara (incontro molto partecipato organizzato da Kulturjam assieme al K.A.I. ), al Friccicore, incontri e soprattutto proiezioni dell’ottimo documentario di Andrea Galafassi, “Mitakuye Oyasin”.
Tante piccole occasioni, non solo per far conoscere la sua storia, ma anche per stringere rapporti con compagni e compagne.
Ma soprattutto sabato 18 maggio, in mattinata, si è svolto un importante presidio davanti all’ambasciata degli Usa. Diversi pensavano che non l’avrebbero mai autorizzato e invece si è fatto. Anzi, gli agenti della Digos per l’occasione sono stati particolarmente gentili e qualcuno sembrava addirittura interessato nell’ascoltare l’incredibile storia di Leonard Peltier.
Molti gli interventi, gli slogan, la forza espressa da una quindicina di persone ben convinte di quello che stavano facendo.

Foto di Daniela Bezzi e Claudio Amato
Ora vi chiediamo:
- Firmate il seguente appello, se non lo avete già fatto
- Guardate questo trailer
- Se volete maggiori informazioni, o desiderate organizzare una proiezione, potete scrivere alla mail bigoni.gastone@gmail.com
E passate parola, grazie.

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