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mercoledì 28 Luglio 2021
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Caos Ferrara: consigliera leghista invia lettere minatorie al vicesindaco leghista

Lo strano caso al Comune di Ferrara: le lettere minatorie al vicesindaco leghista sarebbero state inviate da una consigliera considerata tra le sue fedelissime.

Ferrara, lettere minatorie al vicesindaco leghista

Il caso è abbastanza strano e imbarazzante e riguarda il pittoresco Nicola Lodi, vicesindaco leghista di Ferrara, detto Naomo, volto salviniano nella regione, già con precedenti penali, noto per un uso aggressivo e volgare della comunicazione, amante delle ruspe.

Caos Ferrara: consigliera leghista invia lettere minatorie al vicesindaco leghista

Negli ultimi due mesi Lodi è stato vittima di minacce e intimidazioni, ricevendo numerose lettere minatorie, almeno una decina. In una c’era anche un proiettile di un’arma militare e in un’altra c’erano minacce anche per una consigliera comunale leghista molto vicina allo stesso Lodi, Rossella Arquà.

E qui arriva la prima sorpresa perché le indagini portate avanti dalla Digos, coordinate dalla pm Isabella Cavallari, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati proprio la Arquà, che nel frattempo si è dimessa.

Sarebbero state le immagini delle telecamere nascoste e alcuni ritrovamenti durante le perquisizioni effettuate a casa sua ad incastrare la politica ferrarese. Gli inquirenti avrebbero trovato dei ritagli di giornale presumibilmente utilizzati per confezionare le lettere, proprio come nel film Totò, Peppino e i fuorilegge!

Il proiettile, invece, sarebbe stato trovato casualmente in campagna.

A indirizzare le indagini verso la consigliera sarebbe stato lo stesso vicesindaco.  Secondo il giornale La Nuova Ferrara, Lodi avrebbe detto di aver concentrato i suoi sospetti su Arquà:  “Quando nelle ultime lettere è spuntato il suo nome e da qualche altro particolare. Ho suggerito di concentrare le indagini su di lei”. E le motivazioni?  Sempre secondo il vicesindaco: “Invidia, gelosia per il ruolo di altri consiglieri, ma io ho da curare un gruppo di tredici eletti. Non credo a motivazioni economiche”.

Lodi ha poi commentato la vicenda sul proprio profilo facebook: “Ho passato due mesi non facili. Una vicenda che mi ha fatto capire che la fiducia nelle persone viene tradita con una leggerezza assurda. Ricevere gravi minacce alla mia persona e soprattutto alla mia famiglia mi ha messo a dura prova ancora una volta, fortunatamente ci sono già passato tra lettere e minacce e so bene che il nemico va combattuto a testa alta”.

 Caos Ferrara: consigliera leghista invia lettere minatorie al vicesindaco leghista

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