L’armamento nostrano in marcia: Camillino e Puma italiani nel teatro ucraino

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L’Italia ha iniziato a inviare VCC-1/2 “Camillino” (M113 rielaborati) e presumibilmente Puma 4×4/6×6 in Ucraina; reportage e immagini social mostrano convogli e segnalazioni dal maggio 2025. I mezzi più vecchi richiederanno ricondizionamento, i Puma risultano già operativi.

Camillino e Puma italiani nel teatro ucraino

Francesco Dall’Aglio*

Se ne è accorto anche il nostro amico ( su Repubblica campeggia la notizia corredata da foto)  che abbiamo finalmente mandato in Ucraina i VCC-1 “Camillino” e i VCC-2, ovvero i vetusti trasporto-truppe M113 rimaneggiati che giacevano ormai da decenni nei magazzini dell’Esercito.

Se ne è accorto in ritardo, vabbè, visto che le foto circolavano già dal 6 ottobre ma qualcosa era venuto fuori anche il giorno prima. Gli è sfuggito, invece, che oltre ai “Camillino” è possibile che abbiamo mandato anche un bel po’ di Puma, molto più recenti e “performanti”. Nella foto copertina, un convoglio ferroviario filmato nei giorni scorsi nella regione slovena del Prekmurje: non ci sono prove che stiano andando in Ucraina, ma non si capisce dove altrimenti dovrebbero andare.

Ho scritto “finalmente”, riguardo ai “Camillino”, perché il loro invio era stato promesso a maggio, nell’ambito dell’undicesimo pacchetto di aiuti militari italiani (eh sì, abbiamo mandato un bel po’ di roba, anche se facciamo la parte di quelli che si fanno i fatti loro – e i nostri invii sono in gran parte anche secretati, per giunta). Si tratta di 400 mezzi dei quali verosimilmente solo la metà potrà essere effettivamente utilizzata, il resto servirà per i pezzi di ricambio; anche i 200 o giù di lì utilizzabili dovranno essere prima rimessi in sesto, per cui per vederli operativi passerà del tempo.

Per i Puma invece il discorso è diverso, perché sono molto più moderni e ci si aspetta che quello che viene mandato (e li stiamo mandando, a piccoli lotti, già almeno dall’aprile 2024) possa essere utilizzato subito. Non è chiaro quanti ne siano stati inviati (dicono una cinquantina, ma su che base non saprei) ma si sa che sono sia della variante 4×4 che 6×6: se il treno della foto 3 va effettivamente in Ucraina, come credo, là ce ne sono almeno 25.

La domanda da porsi è: a che servono? Certo, servono in primo luogo a ripianare le perdite, perché anche l’Ucraina ha perso un bel po’ di materiale, e poi, naturalmente, per l’evacuazione dei feriti. I Puma possono servire anche per la ricognizione, perché hanno una mobilità molto superiore, ma ormai la ricognizione la fai con i droni in maniera molto più efficiente e meno pericolosa.

Lo scopo principale, in sintesi, resta quello per cui sono stati cotrsuiti: trasportare truppe sul campo di battaglia, ovvero per gli assalti meccanizzati. Ce n’è qualcuno in vista?

Nell’immediato direi proprio di no, anche perché, come abbiamo detto, ci vorrà del tempo prima che i CVV siano pienamente operativi; però non ci dimentichiamo il famoso Truth di Trump, quello col quale “cambiava idea” sul conflitto, e nel quale diceva che l’Ucraina può recuperare tutto il suo territorio. Per recuperarlo ovviamente dovrà passare all’attacco, magari in primavera, così avremo finalmente la soddisfazione di vederli andare all’assalto su mezzi italiani.

* Articolo originale pubblicato su WarZone di Francesco Dall’aglio

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