La sfida di Terra contro il voto utile in Campania.

In Campania la lista Terra contro il voto utile ai soliti noti. È davvero una sfida impossibile?

Terra contro il voto utile

Non ci sono solo Vincenzo De Luca, Stefano Caldoro e Valeria Ciarambino nella corsa per la Presidenza di Palazzo Santa Lucia.

Decisamente meno clamore mediatico, per non dir del silenzio assoluto dei media principali, per Luca Saltalamacchia, avvocato patrocinante in cassazione e candidato Presidente del progetto politico Terra, che racchiude varie anime della sinistra. Un quarto polo composto da liste che hanno rinunciato al proprio simbolo di partito per confluire in un unico soggetto.

Il programma di Terra mette al centro i temi della giustizia ambientale e sociale, e nasce per dare voce alle comunità dei territori in lotta contro mafie, pezzi di Stato corrotti, clientele.

Luca Saltalamacchia

Le parole di Salvatore Altiero

Abbiamo incontrato Salvatore Altiero, giornalista e attivista per l’ambiente, candidato al Consiglio Regionale della Campania con Terra per farci raccontare la loro avventura elettorale.

Avete davanti due totem della comunicazione in Campania, Vincenzo De Luca e, in maniera minore, Caldoro. E nella battaglia tra pesi massimi  c’è sempre lo spauracchio del voto utile. Come si combatte una sfida impossibile?

In dieci anni, Caldoro e De Luca si sono alternati alla presidenza della regione e ora, come giustamente fa notare, data anche la sproporzione dei mezzi in campo, vincerà uno dei due. Ma gli elettori? Cosa ha vinto chi ha già votati? Cosa è cambiato o migliorato in Campania?

Non lo so, ce lo dica lei.

La Campania è una regione trattata come pattumiera di criminalità e aziende corrotte, dove nei territori assediati dall’emergenza ambientale ci si ammala mentre la sanità pubblica viene saccheggiata. Gli indici con cui il ministero della Salute monitora il livello di qualità del sistema sanitario in Italia vede la Campania fanalino di coda insieme alla Calabria.

Sulla gestione degli appalti pubblici, mafie, imprenditoria e politica continuano a stabilire alleanze fondate sulla corruzione. In tre anni, dal 2016 al 2019, sono state eseguite in Italia 117 ordinanze di custodia cautelare per corruzione, ogni 10 giorni almeno un arresto. Insieme a Sicilia e Lazio, la Campania è sul podio delle regioni più corrotte secondo i dati presentati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione.

E quindi, parliamo ancora di voto utile? Utile a chi? Non parliamo di responsabilità legali, la politica non si fa con le sentenze. I dati raccontano un fallimento propriamente politico. Le sentenze raccontano e racconteranno il fallimento umano di questa classe dirigente.

Eppure il consenso di De Luca sembra alle stelle, come lo spiega?

Perché c’è un sistema economico e mediatico che va a braccetto nel rappresentare a propria immagine e somiglianza la cittadinanza; hanno omologato l’elettorato, imponendo l’idea che non ci sia alternativa ai compromessi, alla corruzione, alla svogliatezza di pensiero, al “tanto sono tutti uguali”, al “voto il meno peggio”. Questo perpetua la spartizione di potere e interessi giocata sulle macerie di welfare, servizi, sanità, istruzione, benessere collettivo.

Però piace l’immagine del decisionista

Occorrerebbe chiedersi anche cosa si decide, non solo il decidere velocemente, come se fosse di per se una qualità. De Luca, ad esempio, ha costruito la sua immagine di paladino sanitario promettendo 3 ospedali da costruire in 18 giorni per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Appalti per decine di milioni di euro per ospedali che ad oggi non sono stati neanche collaudati.

Sono serviti però a costruire l’immagine dell’uomo forte e salvifico che da solo ha retto le sorti della Campania. Dall’altra parte, Caldoro, che oggi invoca commissioni di inchiesta sugli ospedali fantasma di De Luca ma, appena prima di lui, ha amministrato la Regione Campania in piena emergenza rifiuti, raggiungendo come unico risultato una condanna dell’Unione Europea a pagare una multa di 20 milioni di euro e 120 mila euro per ogni giorno trascorso senza l’adozione di misure volte ad una corretta gestione dei rifiuti.

E Terra in tutto questo come si pone?

Terra non può vincere se la battaglia si gioca in quel campo. Non c’è partita perché non vogliamo proprio entrare in quell’arena. Terra è testimonianza e battaglia per un altro mondo possibile. Questa oggi è la vittoria intellettuale e politica di cui ambientalismo e sinistre hanno bisogno. 

Perché ambiente, nell’epoca in cui il cambiamento climatico è la più grande sfida dell’umanità, è la lente attraverso cui guardare ogni aspetto della necessaria rigenerazione politica, economica e sociale. Ambiente significa salute, lavoro, giustizia sociale, valorizzazione del territorio, futuro.

Terra non è un “voto a perdere” ma un investimento politico sul futuro.

 

Terra per una gestione sostenibile ed efficiente del ciclo dei rifiuti

Su 662.000 tonnellate di rifiuti organici, la Campania ne smaltisce 402.000 fuori regione, con costi enormi. La stragrande maggioranza dei rifiuti urbani viene bruciata nell'inceneritore di Acerra, il più grande d'Europa. Uno schiaffo all'economia circolare e alle direttive europee sulla gestione dei rifiuti, risultato di decenni di "voto utile" a Caldoro e De Luca!TERRA vuole superare definitivamente il binomio discariche-inceneritori e puntare su riciclo e compostaggio.Queste le idee che vogliamo portare al Consiglio Regionale campano, sostenuti da chi ci sta dimostrando partecipazione e condivisione di idee..Alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre vota TERRA con Luca Saltalamacchia Presidente.

Pubblicato da Salvatore Altiero – Terra Torre del Greco su Lunedì 7 settembre 2020

 

 

 

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