L’incredibile spy story sul lago Maggiore: 4 agenti segreti morti. 2 italiani, una russa e uno del Mossad, sepolto con gli onori in Israele, dopo esser rimpatriato di corsa. Ma il Governo italiano tace.
La “festa delle spie” sul lago Maggiore
Una vicenda che assume i contorni della vera e propria spy story e che ad ogni rivelazione filtrata sui giornali si allarga sempre più, nonostante le prime versioni circolate subito dopo il “fatto”.
Domenica 28 maggio un’imbarcazione si è rovesciata sul Lago Maggiore, all’altezza di Sesto Calende, causando la morte di quattro persone, due appartenenti all’agenzia italiana Aise, Tiziana Barnobi e Claudio Alonzi, un agente del Mossad ufficialmente in pensione, Erez Shimoni e la russa Anya Bozhkova, moglie dello skipper e proprietario dell’imbarcazione.
Sulla barca c’erano in totale 21 ospiti: 13 appartenenti ai servizi segreti israeliani e 8 a quelli italiani.
I tredici dipendenti dei servizi governativi israeliani sono rientrati in fretta e furia con un jet privato messo a disposizione dal governo israeliano.
Il capo del Mossad David Barnea ha partecipato ieri ai funerali solenni ad Ashkelon di Erez Shimoni, che si viene a sapere, aveva avuto un ruolo rilevante nell’uccisione, esattamente un anno e una settimana fa, di Hassan Sayyad Khodaei, ufficiale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, in Iran.
E il fatto che Israele abbia inviato immediatamente il ‘Bombardier executive’, l’aereo delle missioni più segrete del Mossad, per riportare a Tel Aviv i superstiti al naufragio – scrive Michele Giorgio sul Manifesto -, rivela l’importanza delle persone e della loro missione in Italia. D’altronde lo stesso Shimoni, a 50 anni di età non poteva essere il pensionato di cui si è letto. Il quotidiano Haaretz ha scritto che «non è un segreto che pensionati esperti e qualificati dell’establishment della sicurezza, incluso il Mossad, vengano periodicamente richiamati per una sorta di servizio di riserva in base a contratti speciali». In poche parole, Shimoni era un giovane “pensionato” ma ancora dentro il Mossad.
Perché agenti italiani e del Mossad sul Lago Maggiore?
L’ipotesi è che gli agenti stessero festeggiando la fine di una missione. Oppure che stessero simulando di essere turisti.
La zona e meta viene turistica e di affari per diversi miliardari russi, molti di essi impegnati nella riqualificazione di hotel già esistenti o all’apertura di nuove strutture. Ma non solo: dopo lo scoppio della guerra in Ucraina una delle sanzioni comminate ai magnati russi riguarda il divieto di esportare capitali. Divieto facilmente aggirabile grazie a prestanome e società straniere che possono spostare i fondi in Svizzera.
Una delle ipotesi, ancora tutta da verificare, è che gli agenti, tutti operativi, stessero seguendo qualcuno o facendo un sopralluogo. O forse seguivano il flusso dei soldi verso la Svizzera.
Al momento, la sola cosa certa in tutta questa vicenda, è l’alleanza stretta che l’Italia ha da almeno 20 anni in campo militare e di intelligence con Israele,
In vigore il memorandum d’intesa italo-israeliano ratificato nel 2005 da Camera e Senato che ha istituzionalizzato la cooperazione tra i ministeri della difesa, le forze armate e di intelligence dei due paesi. Questo spiega anche il perchè della posizione italiana del tutto prona a Tel Aviv sulla questione palestinese.

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