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mercoledì, Luglio 6, 2022

Kaprio, rapper con 2000 dosi di hashish in casa, graziato. Il giudice: uso personale, stimola creatività

A Torino il giudice grazia il rapper Kaprio per la detenzione di droga: “È per uso personale, stimola la sua creatività”. 10 mesi di reclusione, doppi benefici di legge (sospensione condizionale e non menzione della condanna) e l’immediata liberazione.

Kaprio, il rapper con 2000 dosi di hashish in casa, graziato

Sofian Naich, in arte “Kaprio”, giovanissimo rapper di Torino, è stato letteralmente salvato dalla musica, dalla creatività  da un giudice che ha affrontato il caso da un punto di vista insolito, culturale ed ambientale, oltre la meccanica dei numeri.

Kaprio era uno dei giovani accusati di aver preso parte all’assalto delle vetrine del lusso del 26 ottobre; la polizia, durante le indagini, era andata a casa sua trovandogli 678 dosi di marijuana e 2005 dosi di hashish che aveva acquistato alcuni giorni prima come scorta prima del lockdown. Per il pm Paolo Scafi il giovane doveva essere condannato per detenzione ai fini di spaccio.

E invece  il giudice ha ritenuto che fosse un “quinto comma“, quello che si applica per l’uso personale e la modesta entità: la droga gli serviva per rilassarsi e trovare maggiore ispirazione. Dunque 10 mesi di reclusione, doppi benefici di legge (sospensione condizionale e non menzione della condanna) e l’immediata liberazione.

Kaprio, il rapper con 2000 dosi hashish in casa, graziato. Il giudice: uso personale, stimola creatività

Gli avvocati: “Valutazione condivisibile: si tratta di un ragazzino incensurato, e nel laboratorio musicale andava un sacco di gente”

Kaprio, in udienza, aveva ammesso di consumare droghe leggere, a volte con anche con altri artisti per facilitare la creatività e l’espressione artistica. Inoltre, nella dichiarazione, il giovane aveva ammesso la detenzione dello stupefacente e il consumo personale e occasionalmente la cessione a terzi, conoscenti artisti che frequentavano la sua abitazione per ‘fare musica’ ma aveva precisato che la droga trovata era sua, che non aveva mai spacciato e che nella sua abitazione venivano molte persone, che ospitava artisti, e che qualche volta aveva dato qualcosa agli amici ma che non aveva mai venduto ad altri.

Dichiarazioni accolte dal giudice perché ”fornite di una loro verosimiglianza’‘. Si legge nella sentenza: “Il giovane risulta comporre musica ed è noto come in certi contesti e ambienti artistici vi sia un uso piuttosto disinvolto delle sostanze stupefacenti, soprattutto quelle leggere, ritenute idonee a favorire la creatività artistica. Deve dunque  ritenersi plausibile che il giovane detenesse tale stupefacente tanto per uso personale quanto per le cessioni a terzi finalizzate ad un consumo di gruppo”.

Di qui la decisione di indicare un ‘quinto comma’, che si applica per l’uso personale e la modesta entità.

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