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venerdì, Luglio 1, 2022

Caterpillar licenzia senza alcun preavviso 270 lavoratori a Jesi

A Jesi chiude lo stabilimento della Caterpillar, senza preavviso. Giuseppe Conte: in Italia non può funzionare così, non possiamo permetterlo.

Jesi, chiude Caterpillar

La Caterpillar di Jesi, che produce cilindri idraulici, senza preavviso o notizie di “crisi” ha deciso di chiudere lo stabilimento che occupa 270 lavoratori, di cui 60 circa interinali, che ora rischiano il licenziamento.

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, parla di “scelte unilaterali inaccettabili frutto di una visione miope che non ha nulla a che vedere con i principi di tutela del lavoro sanciti dalla nostra Costituzione”, e annuncia di aver già convocato in Regione per lunedì una rappresentanza dei lavoratori e assicura che “nelle prossime ore faremo tutti gli approfondimenti del caso e coinvolgerò direttamente il ministro nella vicenda, anche con una lettera formale, affinché il Governo intervenga subito e ci aiuti a difendere i nostri territori“.

Caterpillar licenzia senza alcun preavviso 270 lavoratori a Jesi

Anche i leader nazionali del centro sinistra istituzionale sono intervenuti sulla vicenda. Il più duro è sttao Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle che con un messaggio su Facebook ha commentato:

“Sono vicino ai 270 lavoratori della Caterpillar di Jesi che da un giorno all’altro apprendono della chiusura del loro stabilimento, senza che ci fosse alcuna crisi in atto”.

“Sono vicino ad Alessandra– aggiunge-, che ha saputo da una chiamata via Teams che non lavorerà più nell’azienda di Grugliasco in cui ha dato l’anima per 18 anni, le sue mansioni saranno trasferite in Portogallo. No, in Italia non può funzionare così, non possiamo permetterlo. Da noi il lavoro è richiamato nel primo articolo della Costituzione, non è un’attività eventuale e accessoria”.

“Il Movimento 5 Stelle– dice ancora- è la forza politica che ha voluto fortemente il blocco dei licenziamenti durante la pandemia. Non staremo di certo a guardare in un momento del genere. Il Governo intervenga immediatamente. Da parte nostra alzeremo il livello della voce e dell’azione politica: acceleriamo ora, non domani, l’iter delle misure chiamate a tutelare i lavoratori da un far west di delocalizzazioni, licenziamenti e precariato. A noi tutto questo non sta bene e diciamo basta.

Usa gli stessi toni il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni

Siamo stati facili profeti purtroppo nel giugno scorso: da allora sul fronte dei licenziamenti nel nostro Paese un vero e proprio drammatico bollettino di guerra quotidiano. Con un governo inerte e disinteressato a questa continua tragedia collettiva. Ora si aggiunge un bruttissimo colpo per il territorio di Jesi con bel regalo di Natale per i lavoratori della Caterpillar, licenziati con un metodo assolutamente irrispettoso dei diritti e della dignità delle persone”.

Una multinazionale- prosegue il leader di SI- che chiude una fabbrica solo per aumentare i profitti, i cui vertici si presentano con i guardaspalle come se fossimo negli anni ’20 del secolo scorso, e gettano nel lastrico centinaia di famiglie. Non bastano le promesse e le bella parole, le responsabilità del governo Draghi di fronte alla sua inerzia– conclude Fratoianni- diventano sempre più evidenti. È il momento di cambiare marcia”.

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