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Il quotidiano diretto da Velardi, succeduto alla parentesi renziana, ma in perfetta continuità editoriale, nella settimana delle polemiche sull’antifascismo, spara la sua copertina inutilmente provocatoria, parlando di inattualità dell’antifascismo e rilanciando tutta la narrazione revisionista – senza alcuna connessione con la realtà attuale – e piazzando in prima pagina gli editoriali di campioni cerchiobottisti come Battista. Per tacere di Violante.
I riformisti revisionisti
Alla fine dell’articolo potete vedere la copertina de “Il Riformista“, quotidiano caro a Matteo Renzi e diretto da quell’altro bell’esemplare di mediocrità neo-liberale chiamato Claudio Velardi, dedicata al 25 Aprile.
Entrambi provengono dalle culture maggioritarie della Prima Repubblica, quella democristiana e quella comunista. Il loro sodalizio spiega cos’è la seconda, di Repubblica, quella che ha gettato alle ortiche sia la Costituzione sia l’antifascismo (quello sostanziale) che ne era suo postulato.
Renzi lo si può prendere a esempio plastico per riassumere il significato della politica al servizio dei mercati, che diventa intimamente fascista. L’idea della concorrenza individuale come fattore di liberazione dell’umano, di una grossolana modernità manageriale, sposa alla perfezione la sopraffazione capitalista posta alla base dei fascismi nuovi e passati.
Quindi quando si dice che non basta un antifascismo di maniera, incollato come fosse un poster nella cameretta, ma che occorre riattualizzare l’antifascismo al totalitarismo dei mercati e all’imperialismo occidentale, che ne sono la causa morale e culturale si fa riferimento proprio a queste operazioni revisioniste che siamo costretti a subire sin dal 1992.
Non è un caso che Draghi sia l’elemento unificante di tutto il sistema fondante della Seconda repubblica, dal PD a Fratelli d’Italia. La sua Agenda mette d’accordo gli antifascisti liberal, i revisionisti renziani e i repubblichini oggi al vertice dell’esecutivo. Lo Stato, quello è dei capitalisti ai quali non servono più fantocci in mimetica. Basta un bel blazer competente.

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