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A Pescara Tajani riceve il premio “Fare Pace” dal Consiglio regionale abruzzese. Un paradosso per un ministro che sostiene Israele, si oppone al riconoscimento della Palestina e rinnova accordi militari. Più che pace, è il deserto evocato da Tacito.
Acerbo: A Tajani bisogna dare il premio genocidio
Giovedì 4 settembre, a Pescara, è stato conferito al Ministro degli Esteri Antonio Tajani il Premio “Fare Pace” dalla Fondazione del Consiglio regionale dell’Abruzzo, cioè dalla coalizione di destra che governa la Regione.
Ci vuole davvero la faccia come il c**o per dare un premio con la parola pace al ministro di un governo che è complice del genocidio a Gaza, anzi nega persino che sia in corso, che ha affidato la nostra cybersicurity agi israeliani, rinnovato l’accordo di cooperazione militare con Israele i cui aerei fanno la spola con Sigonella, vende e acquista armi, si è opposto in sede europea a qualsiasi sanzione e all’Onu si astiene sul riconoscimento dello Stato di Palestina.
A Tajani bisogna dare il Premio Genocidio!
Il premio ‘Fare pace’ evoca lo slogan dell’organizzazione giovanile del MSI in cui militavano gli attuali sostenitori di Israele che oggi accusano di antisemitismo le antifasciste e gli antifascisti che manifestano contro il genocidio a Gaza.
Ma soprattutto ricorda una nota citazione di Tacito: “Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace”.
Ps: Ecco l’accoglienza al ministro Tajani, da parte del Segretario di Rifondazione Comunsita, Maurizio Acerbo, all’ingresso del Porto Turistico.

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