IDF uccide comandante di Hezbollah. La reazione: 100 razzi contro Israele

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Drone israeliano uccide un leader di Hezbollah che per ritorsione spara 200 razzi contro la Galilea e il Golan. Rischio escalation sempre più incombente.

Israele uccide comandante di Hezbollah, la reazione del movimento sciita

Il rischio di guerra tra Israele e Libano è tornato altissimo. Un alto comandante di Hezbollah, Abu Ali Nasser, ieri è stato ucciso da un drone israeliano ad al Hawsh, a est di Tiro.

L’IDF, come consuetudine, non ha confermato ne smentito l’azione. L’uccisione del comandante “non farà arretrare la resistenza, nè indebolirà la sua volontà e la sua decisione di continuare a confrontarsi con l’occupazione (Israele), nè farà diminuire la pressione sul fronte nord”. Lo ha dichiarato il deputato del partito sciita filo-iraniano Hassan Fadlallah, in occasione di una cerimonia organizzata dal gruppo libanese nella sua roccaforte nei sobborghi meridionali di Beirut.

E non si è fatta attendere la risposta. Hezbollah ha annunciato di aver lanciato 200 razzi verso la Galilea e le alture del Golan.

La nota ufficiale del movimento sciita così recita: “A sostegno del popolo palestinese a Gaza e in risposta all’assassinio del nostro comandante Hajj Abu Nimah, abbiamo preso di mira con oltre 200 missili e droni:

Quartier generale della 91a divisione dell’IDF, situato nella caserma Ayelet.
– Quartier generale della 7a Brigata corazzata dell’IDF, situato nella caserma Katsaviya.
– Quartier generale del battaglione corazzato della 7a brigata dell’IDF, situato nella caserma Gamla.
– Quartier generale della 210a divisione “Golani” dell’IDF, situato nella base militare di Naffah.
– Quartier generale del reggimento di artiglieria della 210a divisione dell’IDF nella caserma di Yarden.

In Israele sale l’appoggio all’invasione per allontanare i combattenti di Hezbollah fino al fiume Litani (16 km dalla frontiera). I carri armati in uscita da Rafah “possono arrivare fino al fiume Litani“, ha avvertito il ministro della difesa Yoav Gallant. “Stiamo colpendo duramente Hezbollah e siamo in grado di intraprendere qualsiasi azione necessaria in Libano o per raggiungere un accordo da una posizione di forza”.

Il movimento sciita  però è di fatto un piccolo esercito, in grado di colpire con i suoi missili, se ci sarà una invasione, Tel Aviv, Haifa e un po’ tutte le città israeliane. E grazie alla sua rete di tunnel sotterranei potrebbe lanciare le sue unità speciali Radwan all’occupazione dei centri abitati israeliani oltre la frontiera.

Tutte ragioni per cui nessuno vuole un conflitto aperto, potenzialmente devastante. Ma nemmeno può escluderlo per il piano inclinato degli eventi in corso.

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