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martedì 25 Gennaio 2022
NewsGKN e Whirlpool: sempre allegri bisogna stare...

GKN e Whirlpool: sempre allegri bisogna stare…

Il ministro Giorgetti si dice indignato per l’atteggiamento delle aziende nelle vertenze dei licenzamenti GKN e Whirlpool ma non fa nulla per contrastarle.

GKN e Whirlpool, c’è chi non molla

Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori Whirlpool, che ancora una volta vedono in faccia la lettera di licenziamento. Da parte nostra è incondizionata, come sempre.

Noi non conosciamo nei dettagli la vicenda Whirlpool.
La conosciamo come tutti voi da quello che si apprende dai giornali, arricchita dal racconto delle lavoratrici e dei lavoratori

Whirlpool che abbiamo incontrato nelle piazze. Non ci addentriamo per questo in giudizi tecnici. Ma inevitabilmente la nostra testa è attraversata da mille pensieri che collegano la nostra vicenda alla loro.

E una cosa ci appare chiara. Ciò che muore alla Whirlpool, come già successo in decine di altre vertenze, è la credibilità stessa di qualsiasi trattativa, promessa, tavolo, accordo. Perché la vicenda Whirlpool non nasce oggi. Si trascina da tanto e si trascina in un turbine di promesse, punti segnati, mezzi punti raggiunti, riprese produttive, lockdown, ammortizzatori. Basta fare una ricerca su google, per rendersene conto. Quella che vedete è una immagine del 2018.

GKN e Whirlpool: sempre allegri bisogna stare...

E un tempo così lungo non può che lasciare danni su una comunità operaia: c’è chi lascia, c’è chi si disillude, c’è chi si arrabbia e, per fortuna, c’è chi non molla.

Ecco se c’è qualcosa di cui stupirsi in questa vicenda non è l’inconcludenza dei risultati promessi o vantati ai tavoli ministeriali. Ciò che deve stupirci è l’incredibile capacità di resistenza di questo gruppo operaio che lì ancora non molla. A noi si velano gli occhi a pensarvi, compagne e compagni, colleghe e colleghi della Whirlpool. Ci si velano gli occhi di commozione e rabbia per tutto quello che state passando. E cosa state passando, cosa avete dentro, per quanto possa essere raccontato mille volte, in fondo lo conoscete solo voi.

Oggi Giorgetti si irrita per l’atteggiamento dell’azienda. Noi dell’irritazione di Giorgetti non sappiamo cosa farcene. Noi di uno Stato che si indigna non sappiamo cosa farcene. Noi l’indignazione e l’irritazione le abbiamo finite. Da tempo. Noi facciamo il nostro dovere con serenità e con serenità diciamo che uno Stato che non è in grado di dichiarare illegittima una procedura di licenziamento o di subentrare con Cassa Depositi e Prestiti e rilevare uno stabilimento funzionante, è uno Stato farsa. Da operetta.

Ma Giorgetti, quello che si irrita, è proprio quello che di tutto questo non ne vuole sentire parlare. Perché sarebbe troppo “vincolante” per le povere aziende.

E quindi Giorgetti si irrita. Noi invece sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male a Mario. Fa male al ricco e al cardinale. Diventan tristi se noi piangiam.

Ps ma quando lo sciopero generale, per la Whirlpool e per tutti noi?

Un comunicato del Collettivo di Fabbrica – Lavoratori GKN Firenze su Whirlpool, resistenza operaia, delocalizzazioni, incapacità o volontà statale di non assumersi un ruolo

 

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