www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Sui media israeliani trapela che il numero dei morti a Gaza è probabilmente tre volte superiore alla cifra ufficiale. E in Francia Liberation si domanda: “i fatti del 7 ottobre giustificano “l’annegamento di una popolazione civile sotto un tappeto di bombe?”.
Gaza: 30.000 uccisi da Israele, o forse 90.000?
– Natale Salvo*
“C‘è urgente bisogno di negoziare una tregua e uno scambio di prigionieri e ostaggi e progettare un futuro per Gaza”, sostiene il quotidiano francese Liberation [1] mentre annuncia che oramai “più di 30.000 palestinesi di Gaza sono stati uccisi dai bombardamenti israeliani, la maggior parte dei quali erano donne e bambini”.
“La cifra è da capogiro – commenta Liberation -. Soprattutto perché, se si vuole credere alle ONG sul posto, è sottostimato, poiché non tiene conto dei corpi sepolti sotto le macerie”.
La redazione del quotidiano si domanda: i fatti del 7 ottobre giustificano “l’annegamento di una popolazione civile sotto un tappeto di bombe?”.
Per chi pensa che già 30.000 uccisi da Israele sono troppi (una rappresaglia da 30 uccisi per ogni ebreo ucciso il 7 ottobre, insomma; i nazisti col loro metodo del 10: 1 erano più parchi … ), una brutta notizia giunge dalla stampa indipendente israeliana: i morti sono almeno il triplo, almeno 90.000.
Il giornale online Mekomit [2], che è connesso al giornale +972 quindi attendibile, infatti scrive che “Hamas sottostima il numero delle vittime sin dall’inizio della guerra: i potenti devono nascondere la loro debolezza e oscurare il numero delle vittime”.
Spiega Mekomit: “Questo numero [30.000, NdR ] sembra troppo basso, ed è probabilmente una significativa sottostima. Questo numero ufficiale conta solo i morti uccisi direttamente dall’attacco, e non tiene conto dell’eccesso di mortalità – molto più elevato – che comprende coloro che sono morti per cause secondarie legate a questo disastro. Non comprende i “dispersi”, vittime delle bombe, sepolte in profondità sotto le macerie degli edifici crollati. Le statistiche di Hamas non contano gli abitanti di Gaza che sono “scomparsi” all’interno di Israele durante l’operazione del 7 ottobre”.
Ma, ancora, secondo la ragionata opinione del giornale israeliano, “la più importante manipolazione riguarda i calcoli dei feriti, così come di parti della popolazione affamata che sono morte, ma che non sembrano essere state conteggiate come vittime da Hamas. A causa della quasi totale assenza di servizi medici di base, come disinfettanti e antibiotici, anche le ferite superficiali possono portare alla morte a Gaza, simile al periodo premoderno. Oltre alla malnutrizione, ai costanti traumi mentali, all’ipotermia e all’incapacità di dormire sotto i continui bombardamenti, molti di quelli che sembrano morti di morte naturale sono in realtà vittime dirette degli attacchi israeliani, soprattutto anziani e bambini”.
Insomma la parola genocidio ci sta tutta, anche se c’è gente come Santoro incapace di pronunciarla per non dispiacere all’elettorato cui punterebbe e ce chi, come la Elly Schlein del PD sostiene che “Israele ha diritto a difendersi” (!).
Allora va qui riposta la domanda di Liberation: i fatti del 7 ottobre giustificano tutto ciò? Giustificano il silenzio dell’Unione Europea?
—
Fonti e Note:
[1] Liberation, 28 febbraio 2024, Alexandra Schwartzbrod, “30 000 morts à Gaza : un tapis de bombes et un traitement intolérable”
[2] Mekomit, 28 febbraio 2024, Martin Wayne, “מספרי ההרוגים בעזה כנראה גבוהים פי שלושה מהנתון הרשמי”(trad.: “Il numero dei morti a Gaza è probabilmente tre volte superiore alla cifra ufficiale”).

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Russia, l’opposizione esiste ma non piace all’Occidente e allora i media tacciono
- Controrivoluzione neoliberista: il futuro non è scritto, ma tanto non lo scriveremo noi
- La sfida del sud del mondo al vecchio ordine
- Usa-Russia, le nuove ‘guerre stellari’. Cosa c’è di vero?
E ti consigliamo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- Cafè Ghengò: i punti di “repere” tra pensieri sincopati
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














