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Esercito ucraino da 900 mila uomini? La fantasia bellica europea smentita dai numeri

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L’idea di un esercito ucraino da 900 mila uomini è una fantasia strategica: demografia collassata, milioni di emigrati, economia distrutta e costi insostenibili. I numeri europei smontano la retorica dei “volenterosi”: l’aritmetica batte la propaganda.

Novecentomila soldati immaginari: quando l’Europa confonde la strategia con la fantasia

L’idea di un esercito ucraino “stabile” da 900.000 militari, ventilata da certi volenterosi europei con la foga di chi ha letto troppi manuali strategici su Topolino, suona come una barzelletta geopolitica. Immaginate: un paese con la popolazione dimezzata dalla guerra, 9 milioni di fuggitivi all’estero che non torneranno per fare la naja, e un’economia ridotta a un cumulo di macerie, che dovrebbe mantenere un’armata più grande di Italia, Germania, Francia e Regno Unito messe insieme. Spoiler: non succederà, e per motivi che i numeri smentiscono con crudeltà matematica.

I numeri europei: realismo contro fantasie

Partiamo da dati certi. Le quattro potenze, si fa per dire, militari dell’Europa occidentale sommano circa 790.000 militari attivi: Italia con i suoi 162.000 (che ci costano 18-19 miliardi di euro l’anno solo in stipendi e pensioni, circa 110-120.000 euro a testa includendo oneri sociali), Germania a 182.000, Francia a 265.000 e Regno Unito a 181.000. Insieme, questi signori spendono intorno ai 270-280 miliardi di dollari annui per la difesa, un lusso che non si potrebbero manco permettere, e con PIL nazionali che fanno impallidire l’Ucraina pre-guerra.

Ora,i mitici “Volenterosi”propongono un esercito ucraino da 900.000 regolari in tempo di pace. Sarebbe un colosso che supera il totale dei quattro eserciti europei, richiedendo, a parità di costi medi, una spesa per il personale da capogiro, tipo 100-110 miliardi di euro annui solo per gli stipendi, senza contare armi, carburante, caserme o droni. E chi paga?

L’economia ucraina, già oggi costretta a sborsare 65-70 miliardi di dollari (30% del PIL distrutto) grazie a stampanti di Washington e Bruxelles? Ironia della sorte: l’Ucraina in guerra spende già quanto la Francia in pace, ma con aiuti esteri che coprono il 50-60% del conto, stima probabilmente al ribasso. In tempo di pace, senza tappeto rosso di finanziamenti NATO, sarebbe un default annunciato.

Ucraina pre-guerra: riserva teorica, non realtà da caserma

Ricordiamo il passato per capire l’assurdità. Prima del febbraio 2022, l’Ucraina aveva circa 200.000 regolari (meno dello 0,5% dei 41 milioni di abitanti) più una riserva “teorica” di 900.000, gente che aveva fatto la leva anni prima, non un plotone pronto all’appello.

Era un 2% della popolazione con qualche nozione di kalashnikov, plausibile per un paese già in conflitto dal 2014, ma non un esercito pagato e equipaggiato. Oggi? Morti, mutilati, 9 milioni di emigrati (soprattutto uomini in età da fucile), popolazione probabilmente sotto i 30 milioni: fisicamente, non ci sono 900.000 corpi sani e motivati da infagottare in uniforme.

Gli stessi analisti ucraini dicono: massimo 500.000 totali post-bellici, con 300-350.000 professionisti e il resto coscritti brevi o riserve territoriali non a stipendio fisso. Zelensky ha già rivisto al ribasso le sue fanfaronate da 500.000, puntando su droni e IA anziché carne da cannone.

L’ironia dei “volenterosi”: sogni contro aritmetica

E qui viene il bello, il pizzico di ironia che rende la proposta europea un capolavoro di wishful thinking. I “volenterosi“, qualunque significhi, forse un club di strateghi da salotto con PowerPoint oversize, immaginano un gigante ucraino che la Russia non osa sfiorare. Ma proviamo a fare i conti: per competere con la Russia (1,3 milioni di militari, budget da 100+ miliardi), servirebbe non solo massa, ma qualità.

E l’Ucraina, con PIL pro capite da paese povero, corruzione mai vista su tutto l’orbe terracqueo e infrastrutture in frantumi, dovrebbe magicamente trovare 900.000 volontari pagati decentemente? O torniamo alla coscrizione forzata, con fughe di massa 2.0? È come chiedere a una squadra allenata da Ivan Juric di tirare in porta. Teoricamente possibile, nella realtà una boiata assurda.

Peggio: persino scenari “occidentali” seri, seri non prendetelo alla lettera, propongono 550.000 attivi su 1 milione totale, ma con enfasi su tech high-end, non un’orda medievale. L’Europa dovrebbe investire in missili, radar e cyber, non in un Frankenstein demografico insostenibile.

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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