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Embaló, ex leader di Guinea-Bissau, riappare in Senegal dopo il colpo di stato

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L’ex presidente di Guinea-Bissau Embaló è arrivato in Senegal dopo il golpe del 26 novembre. Protetto da Dakar, ha evitato un arresto prolungato grazie a una fuga segreta. Il colpo di stato ha scatenato condanne internazionali da ECOWAS, African Union e Nazioni Unite.

Ex presidente di Guinea-Bissau in Senegal: un’esfiltrazione sotto copertura

Il colpo di stato dello scorso 26 novembre a Bissau ha gettato di nuovo il paese nel caos. L’ex presidente Umaro Sissoco Embaló, estromesso dal potere, è riapparso in territorio senegalese: secondo fonti diplomatiche a Dakar, è giunto pochi giorni dopo il rovesciamento del suo governo, accompagnato da membri del suo entourage, e ora gode di protezione offerta da Dakar.

Dopo essere stato trattenuto nello stesso palazzo presidenziale e successivamente in custodia militare, Embaló ha beneficiato di un’uscita dal paese orchestrata con discrezione e rapidità. Interventi diplomatici da parte del governo senegalese — con la mediazione di altri leader africani — hanno permesso l’organizzazione di un volo segreto che ha portato l’ex capo di stato a una base militare nei pressi di Dakar.

La meditata operazione riflette una prassi consolidata di Dakar: offrire rifugio a dirigenti africani deposti, seguendo le precedenti accoglienze di capi di stato come Yahya Jammeh e François Bozizé.

Bissau e le reazioni internazionali

Il golpe guidato dal generale Vieira Incanhi ha rappresentato il quinto successo di 12 tentativi dal 1974 — un dato che racconta l’instabilità cronica del paese. Subito dopo la presa del potere, le autorità militari hanno sciolto le istituzioni democratiche e sospeso il processo elettorale.

Il giorno seguente, il generale Orta N’Ti è stato designato capo del comando militare transitorio per un periodo di un anno.

La comunità internazionale ha reagito rapidamente: ECOWAS ha sospeso l’adesione di Guinea-Bissau e ha chiesto un ripristino immediato dell’ordine costituzionale. Analoghe condanne sono venute da African Union e dalle Nazioni Unite, che hanno sollecitato il ritorno alla democrazia.

Intanto, Embaló — per ora in silenzio — potrebbe in breve tempo rendere pubbliche le sue intenzioni. Le sue scelte future avranno un peso considerevole non solo per il destino personale, ma per le sorti politiche e diplomatiche di un’intera regione.

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