De Magistris: “La Wärtsilä è un esempio di successo delle politiche industriali condotte dallo Stato italiano nel ‘900 e un esempio di insuccesso della stagione di privatizzazioni.”
Dalla Wärtsilä alla GKN: è ora di mettere fine alle delocalizzazioni
Di Luigi De Magistris
“Da anni le delocalizzazioni di fabbriche sane si abbattono sul nostro tessuto industriale e sulle vite di chi lavora. Senza che i governi alzino un dito. L’anno scorso è toccato alla GKN di Campi Bisenzio. Oggi ai lavoratori della Wärtsilä di Trieste, un’importante azienda che produce motori per navi. La proprietà finlandese vuole chiudere lo stabilimento triestino e lasciare a casa 450 operai. Rischiano anche 400/600 lavoratori dell’indotto. Oltre mille famiglie sono a rischio. Dobbiamo impedire che ciò accada.
La Wärtsilä è un esempio di successo delle politiche industriali condotte dallo Stato italiano nel ‘900 e un esempio di insuccesso della stagione di privatizzazioni. Per anni l’azienda ha prodotto motori per navi, fornito occupazione stabile e rappresentato un fiore all’occhiello dell’industria di Stato.
Ora che si trova nelle mani di una proprietà privata rischia di chiudere per l’effetto combinato di una volontà di risparmio e l’assenza di una politica industriale nazionale che avrebbe potuto tutelare il sito.
Questa, insieme alle tante vicende simili che l’hanno preceduta, ci convincono che da Nord a Sud è tempo di cambiare approccio. Abbiamo bisogno di una nuova politica industriale, che crei ricchezza nei territori e che parta dall’approvazione immediata della proposta anti-delocalizzazioni presentata in Parlamento dagli operai GKN.
Chiediamo, come ha già fatto la lista civica Adesso Trieste, che il governo intervenga imponendo a Wärtsilä di cedere l’impianto sottraendolo all’agonia improduttiva.
Chiediamo a tutti di mobilitarsi per mantenere in attività la fabbrica triestina.
È tempo di mostrare la nostra solidarietà e unirci. È il tempo di ribellarsi contro un sistema politico consociativo al capolinea incapace di difendere gli interessi del Paese Reale.”
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