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Massimo D’Alema è da sempre vittima del suo pessimismo antropologico misto a una forma curiosa di provincialismo reso evidente dal fascino che esercitavano su di lui le grandi istituzioni internazionali, i convegni aperti alle élites e il linguaggio cosmopolita di cui gli capitava spesso di riprendere le movenze, gli slogan e persino i contenuti.
Eppure, da quando non è più al centro della scena, se non per storie non proprio edificanti, qualche sassolino se l’è tolto, sempre con quella sua flemma imperturbabile.
E così accade che lo si può ascoltare, ospite a “In altre parole” su LA7, e ribadire una ovvietà che invece, nel clima attuale, appare quasi spregiudicata: “Qualcuno dovrebbe spiegare agli israeliani che non è carino bombardare le sedi diplomatiche. Se gli americani dicessero se continuate ad uccidere i bambini non vi mandiamo più le armi avrebbe un peso, se sono appelli non servono a niente”.
Iran, D’Alema: “Qualcuno dovrebbe spiegare agli israeliani che non è carino bombardare le sedi diplomatiche”
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