15.1 C
Rome
domenica 28 Febbraio 2021
News Congo, ucciso ambasciatore italiano: chi c'è dietro l'attacco
Condividi sui social

Congo, ucciso ambasciatore italiano: chi c’è dietro l’attacco

Condividi sui social

Assalto a un convoglio Onu vicino alla città di Kanyamahoro: ucciso ambasciatore italiano in Congo. Morti anche un carabiniere e l’autista. Il cordoglio del Presidente Mattarella.

Congo, ucciso ambasciatore italiano

L’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio e un carabiniere sono rimasti uccisi in un attacco contro un convoglio delle Nazioni Unite nell’est del Paese, vicino alla città di Kanyamahoro. Morto anche l’autista.

L’ambasciatore  è deceduto dopo il suo trasferimento all’ospedale di Goma, nella provincia del Nord-Kivu.

Il carabiniere rimasto ucciso è Vittorio Iacovacci. Il militare, 30 anni, era originario di Sonnino, in provincia di Latina, ed era effettivo al battaglione Gorizia dal 2016.

Secondo quanto riferisce il sito locale 7sur7, si sarebbe  trattato di un tentativo di rapimento del diplomatico da parte dei ribelli hutu delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda. L’Fdlr – responsabile di violenze e rapimenti a scopo di lucro – è il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi aderenti alla dottrina dell’Hutu Power, operante nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Formato quasi interamente da Hutu, che si oppongono ai Tutsi per il dominio sulla zona, hanno come comandante in capo Paul Rwarakabije.

Congo, ucciso ambasciatore italiano: chi c'è dietro l'attacco

Si sono formati nella Repubblica democratica del Congo nel 2000 per difendere gli interessi degli hutu ruandesi che si sono rifugiati nella Rdc e sono contrari alla presidenza di Paul Kagame. Avrebbero contribuito al genocidio dei tutsi in Ruanda e al massacro degli Hutu moderati nel 1994, accusa che negano ma il condizionale è d’obbligo in un vero o nell’altro, data la carenza d’informazioni certificabili. L’obiettivo finale della formazione è tornare in Ruanda, rovesciare il regime di Paul Kagamé e instaurare un nuovo regime politico.

Secondo Amnesty International, le Fdlr sarebbero responsabili di saccheggi, stupri, omicidi, rapimenti e uso di bambini soldato e sarebbero tra i principali responsabili dell’insicurezza e dell’instabilità nell’est della Repubblica democratica del Congo secondo l’Onu.

Congo, ucciso ambasciatore italiano: chi c'è dietro l'attacco

Il cordoglio di Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto un messaggio al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio:

Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista.

La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo.

Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà.

Chi era Luca Attanasio

Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo rimasto ucciso in un attacco contro un convoglio delle Nazioni Unite nell’est del Paese, era nato a Saronno (Varese) il 23 maggio 1977. Dopo la laurea alla Bocconi di Milano in economia aziendale, nel 2001, aveva vinto il concorso in diplomazia e nel 2003 era stato nominato Segretario di legazione in prova nella carriera diplomatica.

Congo, ucciso ambasciatore italiano: chi c'è dietro l'attacco

Confermato in ruolo dal 29 settembre 2004, era entrato nella segretaria particolare del Sottosegretario di Stato e poi nel 2006 nominato segretario commerciale a Berna. Nel 2010 il trasferimento a Casablanca con funzioni di console. Dopo il rientro alla Farnesina come capo Segreteria della Direzione Generale Mondializzazione e Questioni globali nel 2013, nel 2014 di nuovo in Africa come Primo segretario ad Abuja per un’assegnazione breve. Ad Abuja era tornato come consigliere nel 2015.

A Kinshasa era stato nominato Incaricato d’Affari il 5 settembre 2017, e poi confermato quale incaricato d’Affari con Lettere, nel gennaio 2019.

 

Condividi sui social


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli

Condividi sui social