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giovedì, Agosto 11, 2022

Il Concorso per il Sud di Brunetta è un clamoroso flop

Il Concorso per il Sud è ancora un flop: i posti restano scoperti. E ora scattano anche i ricorsi al Tar.

Il Concorso per il Sud è di nuovo un flop

Il grande concorso per il sud, del rilancio della pubblica amministrazione, quello veloce e digitale, si è trasformato in un grande flop: solo 821 assunti  (destinati a diminuire ulteriormente poiché molti dei prescelti stanno annunciando che non accetteranno) a fronte di 2.800 profili ricercati. In pochi si sono presentati alle prove e ora si temono i ricorsi al Tar

Le polemiche erano scattate immediatamente per la preselezione con titoli ed esperienze, sul modello dei nuovi concorsi pubblici modellati dal ministro Brunetta,  questo aveva portato al flop della prima prova scritta, adesso arriva la conferma ed è subito partito lo scaricabarile.

La colpa, secondo il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, sarebbe da attribuire al precedente governo che ha “pensato” questo concorso e che ha voluto offrire ai candidati contratti a tempo determinato e retribuzioni medio-basse.

Il tasso di idonei ha raggiunto il 53 per cento mentre l’affluenza è stata del 36 per cento (37mila su 102mila iscritti), nonostante l’idea rivoluzionaria di un concorso veloce, digitale, in 100 giorni e con assunzioni assicurate entro luglio.

Il Concorso per il Sud di Brunetta è un clamoroso flop

Le cause del flop

A superare la prova sono stati in tutto 1.484 candidati ma per due dei cinque profili richiesti i vincitori sono più dei posti disponibili. Per le altre figure professionali, invece, i posti restano vuoti. Basta andare a vedere i numeri di alcuni casi specifici per rendersi conto dell’anomalia.

Per la figura di “funzionario esperto tecnico” sono state registrate 22mila domande: solo 9mila le persone che si sono presentate. 167 gli idonei, lasciando scoperto l’88 per cento dei posti messi a bando. Stesso discorso per gli esperti in gestione, rendicontazione e controllo: 918 da assumere, solo 196 gli idonei. C’è abbondanza, invece, per la figura di funzionario esperto amministrativo giuridico: 169 posti a bando, 765 gli idonei.

Il concorso per il sud a causa di retribuzioni medio-basse e contratti di breve durata, non ha avuto attrattiva su professionisti esperti ma solo su neolaureati alle prime armi. Ma è qui che è scatta il corto circuito: le preselezioni  “privilegiavano” titoli di studio ed esperienze professionali. Il risultato? I professionisti, che un lavoro ce l’hanno già e che non avrebbero accettato contratti per così poco tempo e con retribuzioni così basse, non si sono  presentanti alle prove. I neolaureati idem perché tagliati fuori dalle preselezioni,  come denunciato da numerose associazioni.

Un vero harakiri amministrativo.

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