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giovedì, Agosto 11, 2022

Nuova bufera su Pornhub: presenti video di stupri e abusi su minorenni

Nuova bufera su Pornhub: in California 34 donne hanno deciso di sporgere denuncia contro la società proprietaria del sito, la MindGeek, con l’accusa di aver pubblicato video nei quali subiscono stupri e abusi sessuali, in alcuni casi anche quando erano minorenni.

Bufera su Pornhub: 34 donne denunciano la pubblicazione di video di stupri e abusi subiti

L’accusa nei confronti del colosso del porno è quella di avere approfittato di video caricati all’insaputa delle donne protagoniste dei filmati, e quindi senza il loro consenso. A mettere in rete le clip sono stati spesso ex fidanzati o molestatori. Per questo, la richiesta è quella di un risarcimento del danno subito.

Per gli avvocati delle donne, il modello di business si basa sullo “sfruttamento a scopo di lucro di contenuti sessuali non consensuali” e, nel caso delle 14 che erano minorenni all’epoca delle violenze, “di traffico sessuale di minori“.

Quindi l’obiettivo non è attaccare la pornografia ma, testuale: “una classica impresa criminale“.

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A testimonianza di ciò, l’unica ad aver parlato senza voler restare anonima, è stata Serena Fleites. Nel 2014 ha scoperto che su Pornhub era disponibile un filmato sessualmente esplicito che il suo ragazzo l’aveva costretta a girare quando aveva solo 13 anni. E nonostante il nome fosse in chiaro, “Brunetta di 13 anni”, il filmato è rimasto online fino a quando la ragazza, fingendosi sua madre, ha fatto richiesta di rimozione al sito. L’operazione ha richiesto diverse settimane, ma durante quel lasso di tempo il video è rimasto visibile.

Stando alla ricostruzione degli avvocati della difesa, la società MindGeek possiede più di 100 siti pornografici e case di produzione specializzate, tra cui Pornhub, RedTube, Tube8 e YouPorn per un totale di 3,5 miliardi di visite al mese.

La società ha negato ogni addebito dichiarando di avere “tolleranza zero per i contenuti illegali” e di “indagare su qualsiasi reclamo o accusa fatta sui contenuti sulle piattaforme“. E ha poi affermato di avere “le garanzie più complete sulla cronologia della piattaforma, che include il divieto di caricamenti da utenti non verificati”.

Ricordiamo che Pornhub era già finito nella bufera dopo un articolo del New York Times in cui veniva accusato – anche in quel caso – di pubblicare video pedopornografici e filmati di stupri.

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