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martedì, Luglio 5, 2022

E Briatore se la prende con chi vende la pizza a soli 4 euro

Briatore: “Questi signori che vendono una pizza a 4-5 euro, cosa mettono in queste pizze? Come tutti devi pagare i fornitori, l’Iva sui fornitori, c’è lo scontrino al cliente, devi pagare gli stipendi, gli affitti, le tasse…”

Briatore contro chi vende la pizza a 4 euro

Quel furbacchione di Flavio Briatore trova sempre il modo di far parlare di se e la sua nuova polemica rimbalza sui social e alimenta il dibattito. Mr Billionaire torna sul tema del costo della pizza dopo le polemiche per i prezzi previsti nei locali della sua catena Crazy Pizza (che vanno dai 15 a 48 euro a pizza) “Noi siamo partiti da un ragionamento molto semplice, dobbiamo mettere i migliori ingredienti possibili“, dice Briatore in un video su Instagram.

“I miei amici pizzaioli che dicono che la nostra pizza è troppo sottile ti danno una mattonata di pizza con un laghetto di pomodoro al centro. Questi signori che vendono una pizza a 4-5 euro, cosa mettono in queste pizze? Come tutti devi pagare i fornitori, l’Iva sui fornitori, c’è lo scontrino al cliente, devi pagare gli stipendi, gli affitti, le tasse… O vendi 50mila pizze al giorno o c’è qualcosa che mi sfugge…”, aggiunge.

“Noi vogliamo la qualità”, ribadisce. “La cosa che mi dà fastidio è che in Italia, quando hai successo, trovi sempre questa rabbia. L’Italia è un paese rancoroso, pieno di invidiosi”, conclude.

Ora, le polemiche sui prezzi dei ristoranti o dei locali gestiti da nomi famosi come quello di Cracco, Alessandro Borghese o altri lasciano il tempo che trovano. C’è chi è disposto a pagare nome, location e quanto ne consegue (salvo poi pubblicare gli scontrini sui social e dirsi scandalizzati).

Ma cosa abbiamo fatto noi per meritarci pure Briatore che considera invidiosi chi pensa sia uno spreco pagare 30 euro per un cibo popolare come la pizza?

Che gli ingredienti utilizzati nella catena del manager abbiano un costo elevato è possibilissimo anche se il Pata Negra può costare 300 euro al chilo o 25 euro al chilo. Dipende da dove lo si acquista. Da almeno quarant’anni il prezzo dei prodotti dipende prevalentemente dal margine di guadagno che si vuole ottenere dalla vendita.

Ma che Briatore insinui che una pizza semplice come una margherita sia venduta a prezzi molto più popolari dei suoi solo nel caso in cui chi la prepara non segua tutte le regole è quantomeno discutibile.

Sui social come sempre si sono scatenate reazioni sono di ogni tipo. Da segnalare quella del consigliere regionale della Campania Francesco Borrelli:

Sulla pizza napoletana non accettiamo lezioni da chi non ha nessun titolo per farne. Ancora una volta Flavio Briatore interviene a sproposito non sapendo minimamente di cosa parla. La pizza, riconosciuta dall’UE con marchio STG (Specialità Tradizionale Garantita), inserita dal 2017 nella lista Unesco dei patrimoni mondiali dell’umanità per la tradizione del pizzaiolo napoletano, è tipicamente un piatto povero e popolare, non di certo appannaggio per cafoni arricchiti. La tradizione secolare e la cultura che accompagna questo straordinario piatto di certo non può essere insolentita da un parvenu della ristorazione per ricchi. Briatore farebbe bene a venire a lezione dai pizzaioli napoletani dai quali potrebbe apprendere tanti segreti per una buona pizza realizzata con prodotti di qualità e alla portata di tutti. Faccia liberamente i suoi affari senza dare lezioni a chi rappresenta la storia e il successo di questo prodotto”.

Briatore contro i pizzaioli: “Come fate a vendere una pizza a 5€?

 

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