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martedì, Agosto 16, 2022

Cominciamo bene: la Bosch di Bari licenzia 620 lavoratori senza nemmeno informare i sindacati

La Bosch ha annunciato a mezzo stampa 620 licenziamenti nello stabilimento di Bari, senza nemmeno informare i sindacati.

La Bosch di Bari licenzia 620 lavoratori

Un’altra multinazionale pronta a chiudere i battenti in Italia, è la Bosch da Bari, dove si trovano soprattutto produzioni legati alle motorizzazioni benzina e diesel.

Dopo la crisi del 2019, che ha portato il marchio a chiudere l’anno con un calo del fatturato dell’8,4%, la ripresa non è stata come le aspettative della dirigenza.

Lo scorso 3 novembre in un incontro con l’azienda i sindacati avevano chiesto di definire un piano di investimenti che permettesse al sito di avviare nuove produzione e scongiurare un ridimensionamento.

E invece, a sorpresa, l’azienda avrebbe annunciato l’intenzione di procedere con 620 licenziamenti, notizia che è apparsa oggi sulla stampa locale senza che i sindacati venissero prima consultati.

Una volta diffusa la notizia non è tardata ad arrivare la replica dei sindacati.

“Sconcerto e preoccupazione per la notizia dell’annuncio da parte di Bosch degli esuberi sul sito di Bari, ha commentato il segretario generale della Fiom Cgil di Bari Ciro D’Alessio. Sconcerto perché ci tocca scoprire dai giornali che 620 lavoratori rischiano di perdere il lavoro. Sono state completamente ignorate le continue richieste di incontri da noi sollecitati. Preoccupazione perché ancora oggi la Bosch manca di un piano industriale che guidi il sito di Bari verso una reale transizione”.

Cadute nel vuoto le nostre richieste di avviare tavoli ufficiali dove discutere del sito barese, ha poi concluso D’alessio. invitiamo l’azienda a convocare quanto prima le organizzazioni sindacali per aprire una discussione vera sul futuro di quello che è lo stabilimento Bosch più grande in Italia”.

Foto da Il Fatto Quotidiano

Dalla politica l’unico commento è arrivato da Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana:

Una ventina di giorni fa eravamo proprio lì, davanti ai cancelli dello stabilimento, a denunciare che senza un piano industriale il loro futuro sarebbe stato incerto.

Il motivo? Perché quei 1600 lavoratori producono motori diesel e benzina, un mercato destinato a scomparire. Per questo deve intervenire lo Stato, il pubblico.

Come? Delineando un piano industriale, guidando la conversione produttiva, garantendo diritti e livelli occupazionali. L’alternativa? È il libero mercato, ovvero delocalizzazioni, licenziamenti e impoverimento del territorio.

Noi siamo sempre dalla stessa parte, insieme a lavoratori e lavoratrici. Draghi, Giorgetti e le forze di maggioranza invece tacciono e fanno finta di niente. Loro da che parte stanno?

 

 

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