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lunedì 24 Gennaio 2022
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Un anno fa l’esplosione nel porto di Beirut che ha trascinato il Libano nel baratro

Il 4 agosto del 2020 avvenne la terribile esplosione nel porto di Beirut, presero fuoco 2700 tonnellate di nitrato d’ammonio stipate in un deposito: 214 morti, 6500 feriti, decine di migliaia di sfollati.

Un anno fa l’esplosione nel porto di Beirut

IL 4 agosto di un anno fa, poco dopo le cinque di pomeriggio, i pompieri di Beirut intervennero per un incendio pericoloso in uno degli hangar e furono sorpresi da una prima esplosione. Che pochi secondi più tardi innescò la seconda, violntissima. Alle 18,08 l’ esplosione nell’Hangar 3 del porto infiammò 2700 tonnellate di nitrato di ammonio che da dieci anni erano conservate nel deposito, frutto del sequestro di una nave che, ferma da anni in porto per il fallimento dell’armatore, stava per affondare ed era stata scaricata anni prima.

Una vera catastrofe: 214 morti, 6500 feriti, decine di migliaia di sfollati. Ma dopo un anno l’inchiesta per capire chi sia stato responsabile di quel cataclisma di fatto è ferma. È impantanato il processo per la formazione di un nuovo governo, una trattativa ostaggio di tutte le fazioni confessionali, dlle ingerenze estere e la conferma del fallimento totale della classe politica e del sistema che da 30 anni governano il Libano.

Un anno fa l'esplosione nel porto di Beirut che ha trascinato il Libano nel baratro

Libano, Ermellino (Misto): Italia intervenga subito. Depositata mia risoluzione

A un anno dall’esplosione a Beirut, il Libano è a un passo dal baratro. Per la Banca mondiale la crisi economica che affligge il Paese è tra le peggiori dieci al mondo dal 1850. Farmaci e viveri scarseggiano, le reti idriche e quelle elettriche funzionano ad intermittenza. Per questo oggi ho depositato una risoluzione alla Camera, affinché il nostro Paese intervenga immediatamente e in modo efficace”. Così Alessandra Ermellino, deputata del Gruppo Misto e membro della Commissione Esteri a Montecitorio.

“Quello che un tempo si riteneva fosse un paradigma di convivenza in una delle regioni più instabili del pianeta è ora una polveriera che rischia di trascinare un’intera regione nel caos – continua Ermellino -. L’Italia non può permettersi di assistere a questa distruzione senza intervenire. Il legame che ci unisce al Libano è un patrimonio umano, culturale e geopolitico che non dobbiamo disperdere. L’appello di Papa Francesco di questa mattina va raccolto immediatamente: servono gestiti concreti!”.

Un anno fa l'esplosione nel porto di Beirut che ha trascinato il Libano nel baratro

 

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