Quotidiano on-line ®

28.2 C
Rome
venerdì, Luglio 1, 2022

Ancona, Tribunale apre a possibilità di suicidio assistito per 43enne tetraplegico

Per il Tribunale l’Asl deve verificare le condizioni per l’accesso al suicidio assistito. La decisione dopo il reclamo di un 43enne tetraplegico.

Suicidio assistito per 43enne tetraplegico

L’Associazione Luca Coscioni ha fatto sapere che il Tribunale Civile di Ancona, dopo il reclamo proposto da un 43enne marchigiano tetraplegico, immobilizzato da dieci anni per un incidente stradale e in condizioni irreversibili, ha disposto che l”azienda sanitaria verifichi le condizioni di un paziente per l’accesso al suicidio assistito, in ‘attuazione’ della “sentenza Cappato” della Corte costituzionale.

In precedenza al 43enne, assistito dai legali del collegio di giuristi per la libertà, era stato negato dall’azienda sanitaria e dal giudice, l’istanza di suicidio assistito.

L’avv. Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatore del collegio difensivo che assiste il tetraplegico marchigiano di 43 anni, dopo il provvedimento del collegio del Tribunale di Ancona che ‘ribalta’ l’ordinanza del tribunale e dispone all’azienda sanitaria di accertare le condizioni del paziente, previo parere del comitato etico territoriale, per accedere al suicidio assistito, così ha commentato:

“Mario ci ha messo 10 mesi passando per due udienze e due sentenze, per vedere rispettato un suo diritto, nelle sue condizioni. Non è possibile costringere gli italiani a una simile doppia agonia. Occorre una legge. Per questo a fronte di un Parlamento paralizzato e sordo persino ai richiami della Corte costituzionale è necessario un referendum. Per tutta l’estate chiederemo agli italiani di unirsi alla battaglia di Mario, e di altre persone che vogliono potere scegliere come morire, ma son costretti o a impegnativi viaggi all’estero o terminare la propria vita in un dolore che non vogliono sopportare”.

Ancona, Tribunale apre a possibilità di suicidio assistito per 43enne tetraplegico

“In tutta Italia – ha continuato l’avv. Gallo – dovremo raccogliere 500mila firme tra luglio e settembre – ricorda – è l’unica possibilità per legalizzare l’eutanasia in questa legislatura, altrimenti non se ne riparlerà prima di 3 o 4 anni, nell’ottimistica ipotesi che nel prossimo Parlamento ci sia una maggioranza favorevole. Stiamo ottenendo una risposta sorprendente, malgrado il silenzio della politica “ufficiale” –  conclude – e puntiamo alle 10mila disponibilità di volontari indispensabili per centrare l’obiettivo delle 500mila firme da consegnare in Corte di Cassazione il 30 settembre”.

 

Leggi anche

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli