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domenica 5 Settembre 2021
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Se i rampolli dell’alta società come Guido Barilla si scagliano contro i sussidi…

Continua il fuoco incrociato di mezzi d’informazione, imprenditori e volti della politica, sui temi del lavoro. Al centro di tutto, nemmeno a dirlo, blocco dei licenziamenti e reddito di cittadinanza. Stavolta è il turno di Guido Barilla secondo il quale accettare lavori pagati poco significa “mettersi in gioco”.

E anche Guido Barilla si scaglia contro i sussidi

Guido Barilla, presidente dell’omonimo gruppo, invita i giovani a rinunciare ai sussidi. Si riferisce con ogni probabilità al Reddito di cittadinanza, da diverso tempo sotto attacco da parte di giornali e associazioni industriali.

Verrebbe da rispondergli chiedendo di fare altrettanto con le sue proprietà: provi anche Guido Barilla a partire dal basso, senza il mega sussidio ricevuto con l’eredità del padre.

Se i rampolli dell'alta società come Guido Barilla si scagliano contro i sussidi...

Ma il punto non è questo. Non bisogna sfidare il capitale sullo stesso terreno che ha allestito. Occorrerebbe piuttosto riprendere il controllo del nostro posto politico, quello da cui l’economia è pensata come un processo regolato dallo stato in funzione dei bisogni del paese.

Da quando infatti il capitale ha colonizzato la nostra democrazia l’impiego delle leve statali è stato unicamente appannaggio degli interessi dei gruppi economici privati.

Sarebbe per questo interessante sapere quanto il paese ha dato, attraverso aiuti diretti e indiretti, ai privati, a quel mondo imprenditoriale di piagnoni, che non tollera che una parte del paese abbia un sostegno economico, ma che ha ricevuto sussidi enormi, senza dare nulla in cambio.

Se i rampolli dell'alta società come Guido Barilla si scagliano contro i sussidi...

Barilla, Benetton, il gruppo Fiat:  è davvero impressionante la rapacità del capitalismo italiano, l’intolleranza verso qualsiasi misura anche solo lievemente sociale. Per una frase come quella di Guido Barilla un tempo ci sarebbero stati i picchetti operai sotto casa sua.

Oggi invece quelle parole sembrano la normalità.

Oggi è normale che lo stato italiano sia ostaggio di un capitalismo composto da incapaci che hanno accumulato montagne di denaro dalle cui cime predicano quello che deve e non deve fare chi è stato condannato a stare in basso.

 

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