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martedì 12 Ottobre 2021
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Addio compagno Macaluso

È morto a 96 anni Emanuele Macaluso, anzi, il compagno Macaluso, storico dirigente del Partito comunista italiano. Nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924, Macaluso è stato parlamentare dal 1963 al 1992. Fu anche direttore de L’Unità dal 1982 al 1986.

Io rimpiango le sedi di confronto e di lotta politica che erano i partiti. Oggi non esistono luoghi dove si discute, si svolta, si dissente, si formano opinioni.
Una volta la direzione del Pci era di 21 membri. Tutti avevano diritto alla parola. Adesso sono quasi 300, con un esecutivo di 70 persone. Due o tre persone dicono una cosa, poi si chiude e arrivederci e grazie.  (Emanuele Macaluso)

Un ricordo di Emanuele Macaluso da parte di Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista.

Addio compagno Macaluso

Con grande tristezza abbiamo appreso la notizia della scomparsa di Emanuele Macaluso.
Le idee diverse fin da anni lontani non hanno mai fatto venir meno il nostro rispetto per un dirigente che ha dedicato tutta la vita alla causa della sinistra.

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Tra i dirigenti del PCI Macaluso è stato uno di quelli che aveva le posizioni più distanti dalle nostre.
Negli anni ’80 fu tra gli esponenti di quell’area riformista – a destra di Berlinguer – che poi ha di fatto vinto con lo scioglimento del PCI nel 1991.

Però le conseguenze del processo che pure aveva avviato – l’attuale PD – non gli piacevano e lo diceva con grande chiarezza precisando di non aver mai preso la tessera. Macaluso con simpatia e franchezza non ha mancato nel corso degli ultimi anni di esprimere una critica radicale alla perdita di radicamento popolare e di profilo ideale del principale partito del centrosinistra.

Il paradosso di Macaluso è che la sua linea “riformista” ha vinto ma il risultato non gli piaceva per nulla.
Era convinto che il PCI si dovesse trasformare in un grande partito socialista europeo e superando la crisi dei regimi dell’est si potesse riunificare con i compagni del PSI.

Il problema è che negli anni ’90 i socialisti italiani furono travolti da Tangentopoli e l’intera socialdemocrazia in Europa concluse la sua conversione al neoliberismo e al pensiero unico cessando di rappresentare l’area riformista del movimento operaio. Come poteva rimanere un partito dei lavoratori e del popolo quello che portava avanti lo smantellamento dello stato sociale e dei diritti? Come poteva evitare di diventare un partito all’americana se si introduceva il maggioritario? Avendo lo spessore morale e intellettuale di un grande dirigente del movimento operaio Macaluso non poteva che esprimere la propria critica nei confronti della politica attuale e la sensazione che del PCI si era perso non solo il nome ma anche la sostanza.

Era un vecchio dirigente comunista togliattiano che sosteneva con convinzione un’ipotesi che consentisse a quella forza di continuare a svolgere il proprio ruolo in un nuovo contesto. Le cose sono andate diversamente, ma il compagno Macaluso non ha mai rinunciato alla lotta per le sue idee.

Negli ultimi anni ci sembrava quasi uno dei nostri. A Propaganda Live fu eccezionale. Gli telefonai per gli auguri al compleanno e mi rispose: dobbiamo discutere.

Addio compagno Macaluso!

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Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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