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Ristoratore di Arezzo fa pagare 4.50 per tagliare una torta, comprata altrove, per ciascuno dei 13 commensali. A Camogli un ristorante accetta solo clienti che prendano almeno due portate a testa. Questi sono solo due esempi di quella che viene definita “l’estate dei scontrini” che ha scatenato polemiche sui social.
L’estate degli scontrini
Partiamo da una considerazione personale tranchant: chi scrive pensa che il settore turistico sia una iattura per l’economia nazionale. Il turismo, che soltanto Briatore e quelli come lui possono pensare sia un volano per l’Italia, è sfruttamento del territorio, evasione fiscale, lavoro nero e generalmente poco qualificato.
Una nazione di cuochi e camerieri non va da nessuna parte. Detto questo bisogna anche capire una cosa: che il ristorante, oppure il bar, o l’albergo non sono luoghi dove il cliente ha il diritto di chiedere qualunque cosa e senza pagarla.
Solo al ristorante ho sentito “chiedere lo sconto”, il motivo? Non si sa. Quando andate al supermercato pagate. Quando andate in farmacia pagate. Quando andate al ferramenta pagate. Mica chiedete lo sconto. Perché al ristorante si?
Altra cosa che deve essere chiara, ma pare non lo sia, è che la ristorazione costa. Poi non pagano i dipendenti, ma questo è un problema di controlli che non ci sono, ma andare al ristorante è per forza di cose un lusso. Pretendere di mangiare bene e spendere poco è una cosa assurda. Vuol dire che non andate a fare la spesa.
Se le vongole costano 23 euro al chilo come potete pensare di spendere 15 euro per primo, secondo, vino, acqua e caffè? Invece il ristorante è zona franca dove tutto è lecito. La torta non ve la portate da casa. E se lo fate è giusto pagare il taglio.
Il ristoratore deve usare dei piatti, delle posate, che si sporcheranno e dovranno essere lavate. Il lavaggio ha un costo. Pretendere il consumo di almeno due portate è il minimo. Non esiste un tavolo con due persone che consumano un antipasto in due ed ordinano due primi, quando va bene. Per l’attività è antieconomico.
Il ristorante è un lusso che molti, purtroppo, non si possono permettere. È molti ristoranti devono chiudere perché l’offerta è superiore alla domanda. È “il mercato bellezza” e si prende il bello ed il brutto. Quindi i clienti la piantino di avere pretese assurde e alcuni ristoratori, spesso degli improvvisati, mettano in conto che dovranno andare a fare altro.
L’importante è che i costi sia esposti in modo chiaro e che tutto sia accompagnato da un bellissimo scontrino fiscale. Perché le tasse le devono pagare, in Italia pagano solo dipendenti e pensionati, per le partite IVA 18 condoni in 18 mesi, uno al mese.
È l’Italia meloniana, la destra più cialtrona d’Europa. Non scrivo del mondo perché c’è Milei in Argentina. Quindi smettetela di indignarvi se vi fanno pagare tutto quello che prendete e pretendete. Se non ve lo potete permettere restare a casa.
Spesa al supermercato, cucinate, invitate degli amici, mangiate, ridere, scherzate e nessuno vi farà pagare il taglio delle torta. Ed incazzatevi per le cose serie. Ci stanno rubando la vita e “noi come stronzi rimanemmo a guardare” citazione da un film di Pif. Guardatelo. Dopo aver cucinato in casa.

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