Le destre non combattono il sistema: ne custodiscono la cassaforte

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Dopo i saccheggi di Milano, fermo preventivo ai minorenni e fino a cinque anni di carcere. Intanto il 5% più ricco ha incassato il 91% della nuova ricchezza. Le destre non combattono il sistema: ne custodiscono il bottino, quando la rabbia sale.

Il portiere del liberismo ha il decreto in tasca

«Chi rompe paga, anche i genitori dei minorenni» è la formula con cui Giorgia Meloni, in un video diffuso dopo il Consiglio dei ministri del 20 ottobre, ha presentato il decreto che introduce il reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, con pene fino a cinque anni di carcere.

Il provvedimento estende il fermo preventivo ai minorenni, introduce l’arresto in flagranza differita e nuove aggravanti per devastazione e saccheggio durante i cortei. I 500 militari in più destinati a Milano non avranno poteri di polizia giudiziaria, dopo i dubbi espressi dal Quirinale. Salvini ha parlato di vittoria della Lega, mentre Mattarella ha definito inaccettabili le violenze di Milano e ha chiesto un’analisi approfondita. Ha colpito il governo il fatto che l’80% degli oltre 200 giovani fermati sia minorenne, e sono già in agenda mobilitazioni per il 24 e il 30 ottobre. Alla Camera è inoltre in discussione una proposta che negherebbe la cittadinanza, al compimento dei diciotto anni, allo straniero nato in Italia e condannato per reati contro le forze di polizia o per devastazione e saccheggio.

Nello stesso Paese, secondo il rapporto Oxfam di gennaio, negli ultimi quindici anni il 91% dell’aumento della ricchezza nazionale è andato al 5% più ricco delle famiglie, a fronte del 2,7% andato alla metà più povera. Il 10% più ricco controlla il 59,9% della ricchezza, quasi due terzi dei patrimoni dei miliardari sono ereditati e il prelievo sulle successioni è tanto blando da fare dell’Italia un paradiso fiscale. La manovra 2026 ha alzato da 200 a 300mila euro l’imposta forfettaria dei super ricchi stranieri che trasferiscono la residenza in Italia, un regime introdotto dal governo Renzi nel 2017.

La dinamica non è soltanto italiana. Nel settembre 2025 un sondaggio YouGov ha collocato per la prima volta l’AfD al primo posto in Germania, con il 27%, e Odoxa ha previsto che Bardella vincerebbe le presidenziali francesi del 2027 contro qualunque avversario. dhnetadvance

Il portiere dell’albergo di lusso

Immaginiamo il liberismo come un albergo di lusso: arreda le sale, fissa le tariffe, decide chi dorme in suite e chi sul marciapiede. Alla destra spetta il ruolo del portiere, che di solito resta in livrea e sorride, ma quando fuori la folla si agita ricorda a tutti che l’ingresso è riservato. Non cambia la gerarchia delle camere, ripristina l’orario di apertura. La sua forza sta nel fatto che nessuno lo scambia per il proprietario, e così può permettersi di parlare di popolo mentre apre la porta ai clienti.

È qui che si confondono tattica e strategia. La tattica è il registro: il tono sovranista, l’ostilità verso Bruxelles, la retorica contro le élite. La strategia è la distribuzione, cioè chi possiede che cosa e chi paga che cosa, e su questo terreno la continuità è disarmante. La flat tax dei paperoni è nata sotto Renzi ed è stata ritoccata da Meloni: due schieramenti che si detestano nei talk show custodiscono lo stesso principio, secondo cui chi ha molto può pagare un forfait. Chi sperava che le identità politiche fossero un residuo ottocentesco da archiviare dovrebbe leggere i bilanci, che sono il luogo in cui le identità smettono di essere un’opinione.

Il meccanismo è semplice. Il mercato produce un disagio a rate, fatto di affitti, contratti brevi e salari che inseguono i prezzi, che la classe media sopporta perché arriva a piccole dosi. Quando una parte di quel disagio esplode in strada, prendendo le sembianze di ragazzi incappucciati e vetrine saccheggiate, la paura cambia bersaglio: il disordine in contanti spaventa più di quello a rate. Allora arriva l’uomo dell’ordine, con il fermo preventivo e i militari davanti alle vetrine, a garantire che la merce resti sugli scaffali e il disagio resti dietro le quinte. Nessuno gli chiede come sia stato accumulato il resto.

Ne consegue un paradosso da manuale. Il sistema che riempie il vaso e il custode che spazza via le gocce traboccate si rimpallano la responsabilità, e ogni volta il custode viene premiato per aver ripulito. Il decreto non scalfisce la ricchezza che cresce soltanto in alto, e infatti il suo campo di azione è la cittadinanza degli ultimi e il diritto penale dei minorenni. Che si tratti di identità e non di economia lo dice la sua stessa architettura: in tutto il pacchetto non c’è una riga sulla causa.

C’è infine chi, a sinistra e dintorni, aveva intravisto nelle nuove destre un alleato potenziale contro le élite liberali. L’errore consiste nel confondere un avversario comune con uno scopo comune: si può odiare lo stesso nemico per ragioni opposte, e quando la rabbia sale, la destra non propone redistribuzione ma sorveglianza. Le identità politiche si misurano sul lungo periodo, e il lungo periodo è fatto di chi, quando il vaso straripa, corre ad asciugare il pavimento.

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Alex Marquez
Alex Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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