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Il caso Baud paradigma del nuovo Regime europeo: la pedagogia della paura

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Sanzioni personali senza reato, dissenso trattato come devianza, intimidazione come metodo. Il caso Baud segnala una svolta: l’Europa tecnocratica abbandona la retorica liberale e disciplina opinioni e pensiero critico nel nome dell’ordine.

Intimidire. Il Regime allo scoperto.

La governance europea ha un nuovo manuale d’istruzioni che consiglia di intimidire il dissenso con le sanzioni personali. Blocco dei conti corrente, divieto di circolazione, esproprio delle proprietà. Senza reati, solo per le opinioni espresse.

Il caso Jacques Baud esprime un avvertimento per tutti noi. Chi è più esposto mediaticamente potrà essere utilizzato come esempio disciplinare in modo che intellettuali, militanti, cittadini desistano dal lamentarsi, dal cercare peli nell’uovo, dal ragionare argomentando, dall’approfondire.

La loquacità dovrà essere conservata per piccole emozioni quotidiane da trasformare in lirica inclusiva, per la poetica delle piccole cose o, se si vorrà, per l’enfatizzazione delle mirabili gesta del Regime. Ed è così che noi dovremmo iniziare a chiamare l’intero sistema della tecnocrazia europea, l’intero sistema partitico parlamentare che, come una musica monodica, si genuflette di fronte all’espressione della grammatica totalitaria. Regime.

Negli anni passati lo si era capito, qualcuno provava a diffondere una consapevolezza postdemocratica, a sbeffeggiare chi ancora delirava di “mondo libero”, di liberaldemocrazie da proteggere, di “l’Europa quale messaggera di pace e di libertà”. Ma era accerchiato da un buon senso comune pigro, appagato dallo stile di vita colonizzato dai mercati che aveva mercificato anche l’intimità.

Svagarsi al cinema, disimpegnarsi con libri gialli colti, abbuffarsi di vini d’annata. Perché ripoliticizzare il conflitto, quando si può tranquillamente navigare sorridendo alla crisi, rigenerandosi con continue scommesse su sé stessi, incorporando l’ideale umano rappresentato da un progetto artistico, commerciale, prestazionale? Tutti come fossimo influencer virtuali.

Ma ecco che questa bengodi si è schiantata nella guerra, che quelle “narrazioni” sulla scintilla creativa si sono polverizzate nella violenza della nuova dittatura che ha persino coperto un genocidio.

Viviamo sotto la scure di un Regime, dovremmo iniziare a fare i conti con la realtà; cruda, asciutta, implacabile. Meno documentari sui chiassosi discorsi dal balcone, meno reminiscenze sulle camicie nere in marcia. Si potrebbe pensare, continuando a osservarli, che i regimi si avverano solo se assumo quelle inconfondibili mimiche comportamentali.

Ebbene no. Oggi il Regime ha il volto del management efficientista, dell’europeismo professionale o ha il volto nascosto di entità volutamente rese oscure. I mercati. Come reagiranno i mercati?

Il Regime ha iniziato a educare, a colpirne uno, ma il dramma riguarda tutti. Ancora non ci comportiamo di conseguenza. Serve un salto di qualità.

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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