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Il Parlamento in Georgia ha approvato, in terza e ultima lettura, con 84 voti favorevoli e 30 contrari, la controversa legge sugli “agenti stranieri”. USA tuonano: “va contro i valori democratici”. Ma hanno legge simile, il Foreign Agents Registration Act.
Georgia, approvato legge su “agenti stranieri”
In terza e ultima lettura, con 84 voti favorevoli e 30 contrari, è passata la controversa norma che, di recente, aveva acceso le contestazioni di piazza a Tblisi.
La nuova legge obbliga media e ong che ricevono almeno il 20% dei propri fondi dall’estero a registrarsi come entità che “perseguono gli interessi di una potenza straniera”. La legge, con alcune modifiche, era stata proposta circa 12 mesi fa per poi essere sospesa dopo le proteste di piazza.
Il testo della legge, secondo i suoi detrattori, starebbe allontanando il Paese caucasico dall’Europa per avvicinarlo a Mosca.
Dagli USA è arrivata immediatamente la condanna per il provvedimento:
“Siamo profondamente preoccupati per la legge in Georgia. Abbiamo detto che va contro i valori democratici e allontana la Georgia dall’Unione Europea. Vediamo quello che farà il parlamento” dopo il previsto voto del presidente. Nel caso in cui passasse “saremmo costretti a rivedere profondamente i nostri rapporti” con il Paese. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre.
Curiosamente però, proprio negli Stati Uniti, c’è una legge dello stesso indirizzo, almeno formalmente, di quella georgiana: il Foreign Agents Registration Act (FARA).
Questa legge, emanata da Washington nel lontano 1938, voleva impedire ai partiti, agli agenti di governo, alle imprese e a qualsiasi altro soggetto di fare propaganda politica sul suolo americano. Lo scopo, almeno in un primo momento è quello di impedire ai nazisti di fare proseliti tra gli statunitensi. Più di 70 anni dopo però il FARA è ancora in vigore.
Ovviamente è stato emendato più volte, ma il principio di base è rimasto quello originario.
Georgia, liberal in fibrillazione
– Francesco dall’Aglio*
Il riposizionamento liberal/liberista dall’Ucraina alla Georgia procede a velocità smodata e la cosa non depone bene né per l’Ucraina né per la Georgia.
E questo al di là del fatto che chiamare la legge di cui si discute “legge russa” è una sciocchezza (anche se è più restrittiva della FARA statunitense), e lo è altrettanto chiamare “Sogno georgiano – Georgia democratica“, il partito di maggioranza, un “partito filorusso” o addirittura “un fantoccio del Cremlino”, o affermare che il suo fondatore, il milionario Bidzina Ivanishvili (ah, questi milionari che fondano partiti…), è un uomo di Putin perché ha fatto buona parte dei suoi soldi in Russia, ai tempi eroici del liberismo senza freni.
E poi ci sono gli eccelsi di + Europa, quelli a cui Platone pensava quando immaginava il governo dei filosofi, che se ne escono con “milioni di georgiani in piazza”, che i georgiani tutti sono 3 milioni e 713mila.

* Ripreso da Francesco Dall’Aglio ricercatore dell’Istituto di Studi Storici dell’Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria).

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