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mercoledì, Agosto 17, 2022

Per non smarrirsi prima di cominciare il viaggio: Arthur Rimbaud

Le ultime parole di Arthur Rimbaud furono probabilmente per dettare una delirante lettera al direttore delle Messaggeries Maritimes.

Per non smarrirsi prima di cominciare il viaggio…

Le illustrazioni accompagnano i racconti di viaggiatori e viaggiatrici ormai scomparsi che hanno compiuto spedizioni passate alla storia o quasi sconosciute. Alcune si sono concluse con successo per chi le ha compiute, altre si sono trasformate in odissee e diventate tragedie o sono state dimenticate. Tutte sono accompagnate da un “reperto”; un ricordo di quel viaggio. Qualcosa ritrovato chissà dove: su una spiaggia? In un museo? In un cassetto? Forse frutto di fantasia.

Per non smarrirsi prima di cominciare il viaggio, Arthur Rimbaud

Le ultime parole di Arthur Rimbaud

…mi feci fare una barella coperta da una tenda che sedici uomini trasportarono a Zeila in una quindicina di giorni. Partiti da Harar il 7 aprile 1891. (A. R.)

Il poeta francese Arthur Rimbaud (Charleville 20 ottobre 1854 – Marsiglia 10 novembre 1891) visse gli ultimi anni della sua vita ad Harar in Abissinia svolgendo l’attività di commerciante di caffè e altri prodotti. Anche armi.

Di questo periodo le uniche cose da lui scritte furono le lettere alla famiglia e il “Rapporto sull’Ogaden”, una relazione del viaggio che fece in quella regione. Versi poetici, come sempre sognato e desiderato dai suoi estimatori, probabilmente non furono mai scritti.

Furono anni di intensa attività e numerosi viaggi a scopi commerciali che alla fine provarono il suo fisico; da tempo era afflitto da dolori al ginocchio destro, gonfio e rigido. Ormai incapace di camminare, sistemò i suoi affari e fu trasportato su una barella da Harar a Zeila per imbarcarsi per Aden.

Da qui in nave raggiunse Marsiglia dove all’ospedale De la Conception gli fu amputata la gamba.

Andò a vivere per qualche mese a Charleville con la madre e la sorella, ma ritornò poi a Marsiglia dove il clima era più mite per morirvi il 10 novembre 1891, sognando fino alla fine di poter tornare in Africa.

Le ultime parole furono probabilmente per dettare una delirante lettera al direttore delle Messaggeries Maritimes: “Mi dica a che ora devo essere trasportato a bordo”.

Per non smarrirsi prima di cominciare il viaggio, Arthur Rimbaud

 

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Luca Dotti
Luca Dotti
Nasce a Mantova e attratto dalle arti visive, da ragazzo soggiorna a Parigi orientando il suo percorso artistico a favore della pittura astratta. Partecipa a diverse mostre collettive e alcune sue opere sono in permanenza a Roma, Milano e Zurigo. Negli ultimi anni la sua produzione si orienta alla grafica e all’illustrazione. Suo il volume completamente illustrato e scritto sulla figura dell’esploratore inglese Shackleton. Da anni collabora con l’Istituto di Cultura Sinta e nel 2022 un’opera in ferro in ricordo delle vittime di queste minoranze durante la persecuzione nazista è stata collocata presso la Stazione Ferroviaria di Mantova.

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