Per non smarrirsi prima di cominciare il viaggio…
Le illustrazioni accompagnano i racconti di viaggiatori e viaggiatrici ormai scomparsi che hanno compiuto spedizioni passate alla storia o quasi sconosciute. Alcune si sono concluse con successo per chi le ha compiute, altre si sono trasformate in odissee e diventate tragedie o sono state dimenticate. Tutte sono accompagnate da un “reperto”; un ricordo di quel viaggio. Qualcosa ritrovato chissà dove: su una spiaggia? In un museo? In un cassetto? Forse frutto di fantasia.

Il 9 gennaio 1909 Ernest Shackleton raggiunge il punto più a sud: 88° 23’ latitudine sud, 162° longitudine est.
Il 9 gennaio 1909 Ernest Shackleton, Frank Wild, Eric Marshall e Jameson Boyd Adams si fermano a 88° 23’ Sud, il punto più a sud mai raggiunto fino ad allora.
Partiti dalla base di Capo Royds il 28 ottobre 1908 avevano percorso circa 2700 chilometri giungendo a sole 97 miglia dal Polo, coprendo le ultime tappe ai limiti della sopravvivenza.
Proseguire sarebbe stata la morte certa, quindi Shackleton prese la decisione di iniziare la durissima marcia di ritorno. Il 4 marzo erano di nuovo tutti a bordo della nave Nimrod per fare rotta verso la Gran Bretagna.
Ernest Shackleton era già stato in precedenza in Antartide con il capitano Scott nella spedizione Discovery del 1901, e la spedizione Nimrod fu la prima voluta, organizzata e guidata interamente da lui.
Con questa impresa nascerà il mito di Shackleton come leader determinato ma capace di rinunciare all’obiettivo finale pur di non compromettere la vita dei suoi uomini, come dimostrerà ancora nell’impresa successiva, la spedizione Endurance.
Come Shackleton aveva previsto fu l’ultima possibilità che aveva di raggiungere il Polo Sud, l’impresa riuscì infatti ad Amundsen e a Scott pochi anni dopo nelle loro rispettive spedizioni. Non aveva però niente da rimproverarsi, perché avevano comunque tutti dato nell’impresa il meglio di loro stessi.

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