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L’educazione sentimentale non esiste ma esiste invece l’educazione (e basta) ciò che permette ai giovani di affrontare il reale che salta alla gola a partire dall’adolescenza.
L’educazione sentimentale non esiste
L’educazione sentimentale non esiste e, quindi, non può essere una materia scolastica. Esiste invece l’educazione tout court. E l’educazione è l’apprendimento della storia millenaria dell’elaborazione simbolica del mondo degli esseri umani.
L’elaborazione simbolica – arte, letteratura, pensiero politico e filosofico, musica, istituzioni – è ciò che permette agli uomini di dare una forma al nulla dell’esistenza umana continuamente esposta al non senso, dal momento che l’essere umano è un vivente indeterminato che deve continuamente costruire i fondali del vivere associato per consistere nel mondo ed è angosciato dalla morte, dallo sparire delle cose e dei propri cari.
Dunque, è l’educazione ciò che permette ai giovani di affrontare il reale che salta alla gola a partire dall’adolescenza. Il reale rischia di schiacciarli con il suo compatto non senso, sorta di blob che asfalta, sommerge e soffoca nell’inconsistenza le vite umane se queste non sanno attraversarlo, metterlo in forma con gli strumenti della cultura, con la poesia, la musica e le arti che danno ritmo all’informe, lo spezzano, lo scansionano, lo trasformano, lo plasmano.
L’educazione sentimentale non esiste. Bisogna invece saper scansionare il nulla, affrontare il reale che salta alla gola degli adolescenti che, finita l’epoca rassicurante dell’infanzia, si trovano ad affrontare prove che squassano il corpo e l’anima per la prima volta.
Bisogna avere un’educazione. Conoscere la musica, il teatro, la poesia la letteratura in genere, il pensiero politico e filosofico. Bisogna apprendere la storia per sapere che uomini e donne cercano di costruire il testo del proprio stare al mondo da millenni, poiché l’esistenza umana eccede il codice biologico dei viventi e deve essere costruita sempre giorno per giorno e secolo dopo secolo.

* Per gentile concessione di Claudio Bazzocchi dalla sua pagina FB
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