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Seconda parte del nostro viaggio a Cuba, un’immersione profonda nella storia rivoluzionaria e nell’anima resistente di un popolo che non ha mai smesso di lottare per la sua dignità e indipendenza.
Viaggio a Cuba, appunti sparsi (Seconda parte)
Pinar del Rio, 5-7 agosto
Le attività culturali organizzate dall’ICAP di Pinar del Río sono state un’occasione straordinaria per comprendere come la cultura e la rivoluzione siano intimamente connesse nella costruzione dell’identità cubana. In un momento storico in cui l’isola continua a resistere alle pressioni imperialiste, l’importanza della cultura come strumento di emancipazione e di resistenza diventa più evidente che mai.
La visita al Centro della Federazione delle Donne Cubane (FMC) di Pinar del Rio, è stata particolarmente significativa. Le donne della FMC mi hanno illustrato con passione e dettagli l’importanza della lotta per l’emancipazione femminile a Cuba, sottolineando come, fin dagli albori della Rivoluzione, le donne abbiano svolto un ruolo fondamentale nel processo di trasformazione sociale e politica dell’isola.
In un paese che ha dovuto fronteggiare decenni di embargo e isolamento, le donne cubane sono state e continuano a essere le colonne portanti della società, occupando ruoli di primo piano nella sanità, nell’educazione e nella politica.
Questa organizzazione, fondata nel 1960 sotto la guida di Vilma Espín, ha promosso politiche progressiste che hanno radicalmente migliorato la vita delle donne, riducendo il divario di genere e garantendo una partecipazione paritaria in tutti gli ambiti della società. La FMC è un esempio di come la Rivoluzione Cubana abbia saputo trasformare le strutture sociali, creando un modello di emancipazione femminile che è stato riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.
La mia visita all’Ospedale Pediatrico di Pinar del Río e al Centro Psicopedagogico intitolato a Héctor Alfredo Ferrer Obeso è stata un’esperienza toccante. L’Ospedale Pediatrico di Pinar del Río è una delle strutture sanitarie più importanti della provincia di Pinar del Río, dedicata alla cura e al benessere dei bambini.
Questo ospedale rappresenta un pilastro del sistema sanitario cubano, noto per il suo impegno nell’offrire cure mediche di alta qualità ai pazienti più giovani della regione, indipendentemente dalle loro condizioni economiche.
In linea con i principi del sistema sanitario cubano, l’Ospedale Pediatrico di Pinar del Río si distingue per l’accesso universale e gratuito alle cure mediche. La struttura è dotata di reparti specializzati in diverse aree della pediatria, come la neonatologia, la cardiologia, la chirurgia pediatrica, e la terapia intensiva, oltre a servizi di pronto soccorso e diagnostica avanzata.
Medici, infermieri, e personale sanitario altamente qualificati lavorano con dedizione per garantire il migliore standard di cura per i bambini, promuovendo non solo la cura delle malattie, ma anche la prevenzione e l’educazione sanitaria.
L’ospedale collabora strettamente con altre istituzioni sanitarie e accademiche a livello nazionale, partecipando a programmi di formazione e ricerca, il che consente di mantenere aggiornati i protocolli di cura e di adottare le migliori pratiche mediche disponibili.
Inoltre, l’ospedale svolge un ruolo fondamentale nella comunità, organizzando campagne di sensibilizzazione e screening per prevenire malattie infantili e promuovere uno stile di vita sano tra i giovani e le loro famiglie.
L’Ospedale Pediatrico di Pinar del Río, con la sua attenzione alla cura olistica dei bambini, riflette l’impegno di Cuba nel garantire che anche nelle regioni più remote del paese vi sia un accesso adeguato e di qualità alle cure mediche, assicurando così il diritto alla salute per tutti.
In questi luoghi, ho potuto osservare da vicino l’impegno e la dedizione del personale sanitario, che con risorse limitate riesce a garantire cure di altissima qualità. Questi istituti non solo rappresentano l’eccellenza del sistema sanitario cubano, ma sono anche un esempio di come la solidarietà e l’umanità possano prevalere sulle difficoltà economiche e sociali.
Durante la mia visita al Centro Psicopedagogico Alcides Ferrer Obeso di Pinar del Río, ho avuto l’onore di incontrare il direttore, Felix Padilla Martínez, una figura di grande esperienza e dedizione. Questo centro è parte di un più ampio sistema cubano di cura e assistenza ai disabili, che rappresenta un pilastro fondamentale della politica sociale cubana.
Cuba ha sviluppato un modello avanzato di assistenza per le persone con disabilità, basato su un accesso universale e gratuito ai servizi sanitari e educativi.
Questo sistema è progettato per promuovere l’inclusione sociale e garantire che ogni cittadino, indipendentemente dalle sue condizioni fisiche o mentali, possa partecipare pienamente alla vita della comunità.
Il sistema di assistenza ai disabili a Cuba si distingue per la sua rete di Centri Psicopedagogici, istituzioni come quella diretta da Padilla Martínez, che forniscono supporto terapeutico, educativo e psicologico ai bambini e agli adulti con disabilità.
Questi centri collaborano strettamente con le famiglie e le comunità locali, integrando il sostegno scolastico e la formazione professionale per favorire l’autonomia e l’integrazione sociale. Inoltre, Cuba ha istituito programmi specifici di riabilitazione che includono terapie fisiche, occupazionali e del linguaggio, spesso condotte in ambienti comunitari per favorire un approccio inclusivo.
Padilla Martínez ha alle spalle una lunga carriera nelle missioni mediche internazionali promosse dal governo cubano, avendo prestato servizio in Angola e in diversi paesi dell’America Latina, tra cui un periodo significativo nella missione Barrio Adentro in Venezuela.
La missione Barrio Adentro, lanciata nel 2003, è stata uno dei più ambiziosi programmi di cooperazione tra Cuba e Venezuela, voluto dal presidente venezuelano Hugo Chávez e sostenuto con forza da Fidel Castro.
Questo programma ha permesso a milioni di venezuelani di accedere a cure mediche gratuite, molte delle quali offerte direttamente nelle loro comunità, spesso in aree rurali o urbane marginalizzate dove l’assistenza sanitaria era praticamente inesistente. Felix Padilla Martínez, con il suo impegno e la sua competenza, ha contribuito a migliorare la vita di innumerevoli persone, operando in condizioni spesso difficili e dimostrando l’efficacia di un modello sanitario basato sulla prevenzione e l’accessibilità.
L’esperienza di Felix Padilla Martínez in Venezuela non solo ha avuto un impatto diretto sulla salute delle popolazioni locali, ma ha anche rafforzato i legami di solidarietà tra i popoli di Cuba e Venezuela, incarnando lo spirito internazionalista della Rivoluzione Cubana. Barrio Adentro è diventato un simbolo della collaborazione tra i due paesi e un esempio di come l’assistenza sanitaria possa essere un potente strumento di giustizia sociale.
Al Centro Psicopedagogico di Pinar del Río, Padilla Martínez applica gli stessi principi di equità e solidarietà che hanno guidato il suo lavoro in Venezuela, offrendo un approccio integrato alla salute mentale e all’educazione dei ragazzi gravemente disabili. Questo centro non solo fornisce supporto a chi ne ha bisogno, ma rappresenta anche un modello di come la medicina possa essere utilizzata per promuovere il benessere collettivo e per costruire una società più giusta e inclusiva.
Il sistema sanitario cubano, pur soffrendo degli effetti del blocco economico imposto dagli Stati Uniti, continua a essere un esempio di eccellenza a livello mondiale, grazie a un approccio che mette al centro il benessere del paziente e la medicina preventiva. Cuba ha dimostrato come, nonostante le sfide, un sistema sanitario pubblico e accessibile a tutti sia non solo possibile, ma necessario per garantire il diritto universale alla salute.
Il Centro Culturale Flor Loynaz, dedicato all’ omonima poetessa cubana e figura emblematica dell’emancipazione femminile, rappresenta un faro di libertà e giustizia sociale. Flor Loynaz Muñoz, più conosciuta come Dulce María Loynaz (La Habana, 1902-1997), è una delle figure più emblematiche della letteratura cubana e latinoamericana del XX secolo. Confusa talvolta con altri membri della sua famiglia o con l’autrice stessa, è importante precisare che Dulce María Loynaz è stata una poetessa, avvocatessa e scrittrice di grande rilievo.
Nata in una famiglia benestante e culturalmente ricca, suo padre, Enrique Loynaz del Castillo, era un generale dell’esercito di liberazione cubano. Crebbe in un ambiente fortemente intellettuale, e già dalla giovane età dimostrò una straordinaria predisposizione per la letteratura. Scrisse il suo primo poema, “Ocaso”, all’età di 11 anni, dedicandolo a sua madre, simbolo della precoce sensibilità poetica di Dulce María.
All’età di 19 anni, incontrò José Antonio Fernández de Castro, un critico e intellettuale che giocò un ruolo significativo nella scena culturale cubana e nelle prime avanguardie letterarie. La loro relazione fu complicata e apparentemente impossibile, ma divenne una fonte di ispirazione per la sua opera, in cui l’amore, la nostalgia e il desiderio sono temi ricorrenti.
Uno degli aspetti più affascinanti della vita di Dulce María Loynaz è la sua amicizia con il poeta spagnolo Federico García Lorca. Lorca visitò Cuba negli anni ’30 e fu ospitato nella casa della famiglia Loynaz. Durante il soggiorno, i due poeti svilupparono un rapporto di stima e affetto reciproci. Lorca stesso era affascinato dalla cultura cubana e dalla vivace scena letteraria dell’Avana, e trovò in Dulce María una delle sue interlocutrici preferite.
La produzione letteraria di Dulce María Loynaz è vasta e variegata, ma il suo capolavoro è senza dubbio il romanzo in versi “Jardín” (1935), un’opera complessa e lirica che esplora i temi dell’amore, del tempo e della solitudine. Un’altra opera significativa è “Poemas sin nombre”, una raccolta di poesie che riflette il suo stile unico, caratterizzato da un linguaggio elegante e intimista.
Nonostante il suo contributo significativo alla letteratura, Dulce María Loynaz visse per gran parte della sua vita in una sorta di autoimposto isolamento letterario. Fu solo negli anni ’80 che la sua opera venne riscoperta e celebrata a livello internazionale. Nel 1992, ricevette il Premio Cervantes, il più alto riconoscimento letterario del mondo ispanofono, consacrandola come una delle grandi poetesse del secolo.
Morì nel 1997, lasciando un’eredità letteraria che continua a essere studiata e apprezzata per la sua profondità e bellezza.
Il Centro Culturale Flor Loynaz, situato nell’ ex dimora di Dulce María Loynaz, è un’importante istituzione culturale situata a Pinar del Río, la città principale della provincia omonima, nel cuore della regione occidentale di Cuba.
Questo centro prende il nome dalla sorella di Dulce María Loynaz, Flor Loynaz Muñoz. Flor era la più giovane dei quattro figli della famiglia Loynaz e, come il resto della sua famiglia, ebbe una forte inclinazione per la letteratura e le arti. Tuttavia, rispetto a Dulce María, Flor rimase una figura più discreta e meno nota nel panorama culturale.
La famiglia Loynaz era composta da quattro fratelli: Enrique, Dulce María, Flor, e Carlos Manuel Loynaz Muñoz. Anche Carlos Manuel fu un poeta, ma è Dulce María la figura di maggior rilievo letterario nella famiglia.
Il centro culturale è dedicato alla promozione e alla preservazione della cultura locale, con particolare attenzione alla letteratura, all’arte, e alla musica.
All’interno del Centro Culturale Flor Loynaz, si tengono regolarmente eventi culturali, esposizioni d’arte, conferenze e workshop che coinvolgono artisti e intellettuali cubani e internazionali. Questo spazio funge da punto di incontro per la comunità, offrendo un ambiente in cui creatività e conoscenza si intrecciano, favorendo il dialogo culturale e la crescita intellettuale.
Oltre a promuovere le opere di Dulce María Loynaz, il centro si impegna a valorizzare la ricca tradizione culturale della regione di Pinar del Río, compresi i contributi delle comunità afro-cubane e delle popolazioni indigene. Con una programmazione variegata che spazia dalle arti visive alla letteratura, dalla musica al teatro, il Centro Culturale Flor Loynaz rappresenta un pilastro della vita culturale della provincia, riflettendo l’identità e la diversità della cultura cubana.
In sintesi, il Centro Culturale Flor Loynaz non è solo un tributo alla memoria di una grande poetessa, ma anche un vivace fulcro culturale che continua a ispirare e arricchire la vita culturale di Pinar del Río e di tutta Cuba.
Flor Loynaz, con la sua vita e le sue opere, ha incarnato i valori della Rivoluzione, diventando un simbolo per tutte le donne cubane e per coloro che lottano contro le oppressioni patriarcali. La presentazione del mio libro “Manuela Saenz Aizpuru” (Porto Seguro Editore, Roma, 2022), avvenuta nel Centro Culturale Flor Loynaz, è stato un momento di intensa riflessione sulla lotta delle donne per l’uguaglianza e la giustizia, un tema che risuona profondamente in un contesto rivoluzionario come quello cubano.
In un periodo in cui i diritti delle donne sono spesso messi in discussione a livello globale, Cuba si distingue per il suo impegno costante nella promozione dell’uguaglianza di genere, con la FMC (Federazione delle Donne Cubane) che continua a essere una forza propulsiva nella difesa dei diritti delle donne.
Ultimi Giorni all’Avana: 8 – 10 Agosto
Il ritorno all’Avana è stato un momento di riflessione e approfondimento, durante il quale ho avuto l’onore di incontrare figure chiave del giornalismo e della diplomazia cubana. Il dialogo con Ida Garberi, giornalista di Prensa Latina, mi ha permesso di comprendere meglio il ruolo cruciale dei media nella diffusione delle idee rivoluzionarie e nella resistenza contro le campagne di disinformazione orchestrate dalle potenze occidentali. Prensa Latina, fondata nel 1959, è stata uno strumento fondamentale per contrastare le narrazioni distorte diffuse dai media internazionali, offrendo una voce alternativa e autentica che riflette la realtà del popolo cubano e delle sue lotte.
L’incontro con Ibis Albisa, responsabile dell’Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli (ICAP) per l’Italia, ha ulteriormente arricchito la mia comprensione della diplomazia cubana. L’ICAP, con il suo impegno per la costruzione di ponti tra Cuba e il mondo, rappresenta un baluardo della solidarietà internazionale, un organismo che lavora incessantemente per rafforzare i legami di amicizia e cooperazione tra i popoli, nel rispetto della sovranità e dell’autodeterminazione. In un contesto globale sempre più polarizzato, l’ICAP continua a promuovere il dialogo e la comprensione reciproca, dimostrando che la diplomazia popolare può essere un potente strumento per la pace e la giustizia internazionale.
Ritorno in Italia: 11 Agosto
Il 11 agosto sono tornata in Italia, ma il mio cuore è rimasto a Cuba. Questo viaggio, più che un’esperienza turistica, è stato un cammino di crescita personale e politica. Ho lasciato l’isola con una rinnovata consapevolezza dell’importanza della lotta per la giustizia sociale, per l’uguaglianza e per la libertà. Cuba non è solo un luogo, è un simbolo di resistenza, un faro di speranza per tutti coloro che credono in un mondo più giusto e solidale.
Ogni incontro, ogni paesaggio, ogni sorriso ha arricchito il mio spirito, rafforzando la mia convinzione che un altro mondo è possibile, un mondo in cui la dignità umana e la solidarietà sono valori irrinunciabili. Cuba mi ha insegnato che la rivoluzione non è solo un evento storico, ma un processo continuo di trasformazione e di lotta per un futuro migliore.
Non vedo l’ora di tornare, per continuare a imparare da questa isola coraggiosa e per contribuire, anche se in piccola parte, alla sua grande storia di resistenza e speranza.
Vorrei esprimere la mia più sincera gratitudine a coloro che hanno reso possibile l’organizzazione degli incontri istruttivi e culturali a Pinar del Río e Viñales.
Un grazie immenso a Otto L. Medero Ungo e Hanoi Diaz Pereda per il loro prezioso supporto e la dedizione nel contribuire al successo di questi eventi. La loro collaborazione è stata fondamentale per creare momenti di scambio culturale e arricchimento personale.
Un ringraziamento speciale va anche a tutto l’ Icap Pinar del Río per il loro continuo impegno nella promozione della cultura e dell’educazione nella regione.
Infine, desidero esprimere la mia più profonda riconoscenza a Yana Rosa Figueroa Castillo per la sua straordinaria assistenza e il suo instancabile lavoro in ambito culturale e letterario. La sua passione e dedizione sono stati una fonte di ispirazione.
Grazie di cuore a tutti voi per aver reso possibile questa esperienza indimenticabile!

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