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martedì 17 Maggio 2022
AgoràAddio alla complessità, siamo tornati alla propaganda anni '50

Addio alla complessità, siamo tornati alla propaganda anni ’50

Liste di proscrizione, buoni contro cattivi, mostri, favole edificanti: la guerra in Europa ci ha spostato indietro la lancetta del tempo, riportandoci alla propaganda anni ’50. Ma senza Elvis.

Siamo tornati alla propaganda anni ’50

A prescindere da tutto, le fake news dei complottisti debbono aver fatto scuola, visto che anche l’informazione ufficiale va avanti a parabole edificanti, semplici semplici, per un pubblico ormai ritenuto incapace di comprendere i fenomeni e le origini dei fenomeni.

Addirittura leggiamo il fior fiore degli intellettuali mettere al bando la complessità, mandando a fare in culo implicitamente una delle cose belle dell’occidente, da Kant a Edgar Morin, “perché bisogna essere semplici, parlare con la gente semplice“.

Si è così andati, nel giro di pochi mesi, dai no vax che morivano a grappoli, dopo aver, beninteso, lasciato una lettera in cui si dichiaravano pentiti e chiedevano scusa, agli articoli sulla blogger ucraina incinta o su due che si sono sposati sotto le bombe russe e hanno alzato la bandiera ucraina, fino a Putin pazzo, Putin malefico (in questo, si è del tutto speculari ai complottisti di destra putiniani che parlano dei leader occidentali come di una setta satanico-pedofila), Putin mafioso (copyright: Saviano, per lui è tutto e solo questione di mafia), Putin alcolizzato o drogato ancora no ma ci sta pensando Repubblica.

Un mix tra il Libro Cuore, i raccontini di Grand Hotel (dove però c’erano anche i fotoracconti di Zavattini) e i fumetti manichei americani prima della rivoluzione degli anni ’60, che punta solo sull’emotività, che contrappone i buoni ai cattivi, come quando sulla lavagna alle elementari si tracciava una linea e si indicavano gli uni da un lato, gli altri dall’altro lato.

Dopo l’enfasi data al leader no vax che si curava bevendo varichina, passeremo al ripescaggio dei russi che mangiano i bambini?

Non so voi, ma a me pare si sia tornati agli anni ’50, senza però Elvis e l’erotismo che di lì a poco avrebbe rivoluzionato la società. E in mezzo a tutto questo, tanta gente che sembrava intelligente che pare invece essersi bevuta improvvisamente il cervello, e questo è ciò che più rattrista in questa merda di vecchiaia.

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Mario Colella
Mario Colella
Garibaldino

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