Shirreff e la guerra lampo: la NATO cade in 5 giorni, tra satira e profezie

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Sir Richard Shirreff prevede una Terza Guerra Mondiale lampo: in cinque giorni Russia conquista i Baltici, Trump congela la NATO e la Cina invade Taiwan. Tra scenari apocalittici e satira da bar, la sua profezia sembra più fanfiction che strategia militare.

Shirreff e la guerra lampo: la NATO cade in 5 giorni

Sir Richard Shirreff: ex vicecomandante supremo della NATO, autore di thriller da discount e, a quanto pare, l’unico uomo in Europa che ha un calendario atomico più preciso di un orologio svizzero impazzito.

Nel suo ultimo capolavoro pubblicato sul Daily Mail ,quel quotidiano che trasforma le notizie in soap opera con un tocco di xenofobia, insomma Libero in inglese, il nostro eroe ci regala una “profezia” dettagliata su come la Terza Guerra Mondiale non solo scoppierà, ma si concluderà con un tonfo umiliante per l’Occidente in soli cinque giorni.

Sì, avete letto bene: non una stagione di Game of Thrones, non un album dei Rolling Stones, ma cinque miseri giorni. Come se Putin avesse prenotato un weekend lungo per conquistare i Baltici, l’Ucraina e magari pure il tuo garage.

Immaginate la scena, cari lettori europei che state sorseggiando il vostro espresso mentre leggete questo: è il 3 novembre 2025, ore 14:00 precise (ora lituana, perché i russi sono puntuali come la morte). Vilnius, la capitale della Lituania, piomba nel buio pesto. Non un semplice blackout da “ho dimenticato di pagare la bolletta”, ma un cyber-colpo maestro orchestrato da Mosca, che spegne luci, treni, ospedali e, ciliegina sulla torta, i like su TikTok. Segue un’onda di razzi che fischiano come petardi di Capodanno, ma letali.

Tumulti, caos, infiltrati russi che fingono di essere lituani depressi per il clima. E voi pensavate che il vostro peggior incubo fosse il traffico di Roma all’ora di punta? Sbagliato: è il corridoio di Suwalki che si apre come una zip rotta, lasciando i Baltici nudi e crudi di fronte alle orde putiniane.

Ma non fermiamoci qui, perché Sir Richard è un narratore da urlo, o da urlo di terrore, a seconda dei punti di vista. Il 4 novembre, la NATO invoca l’Articolo 5 con la solennità di un prete a un funerale. Mark Rutte, segretario generale, suona l’allarme: “Ragazzi, è guerra!”.

Ma ecco il twist hollywoodiano: Donald Trump, rieletto e più arancione che mai, decide di “congelare” tutto. Sì, il tizio che ha promesso di far pagare il Messico per un muro ora si fa i fatti suoi, lasciando l’Europa a litigare su chi porta i panini.

Intanto, a Londra, Sir Keir Starmer, il primo ministro laburista (per sbaglio) che sembrava tanto noioso da essere innocuo, si riunisce in un bunker sotterraneo e riceve la notizia bomba: “Usare la RAF? Folle, signore. Meglio un tè e una preghiera.”

Avanziamo veloce al 7 novembre, giorno in cui il fronte NATO crolla come un castello di carte sotto un alito di vodka. Putin si prende i Baltici per colazione, l’Ucraina per brunch e, dulcis in fundo, la Cina entra in scena con un “ciao!” da Taiwan. Pechino, stanca di aspettare il Black Friday, invade l’isola e distrae l’Occidente con un diversivo russo su ordinazione. Risultato? L’Alleanza Atlantica si dissolve in un puddle di lacrime e tweet delusi.

Shirreff lo dipinge come un monito: “Preparatevi, o finite come nel mio romanzo War with Russia”. Peccato che il suo libro del 2016 prevedesse una guerra nel 2017, e noi siamo qui a chiacchierare invece di scavare trincee. Profeta? O solo un tizio con troppa fantasia e un contratto con l’editore?

Ora, la parte irriverente, perché, diciamocelo, in un mondo dove i generali pensionati scrivono fanfiction apocalittica, l’ironia è l’unica arma che non richiede munizioni.

Nessun europeo sano di mente, e intendo sano, non quel cugino che crede alle scie chimiche, manderebbe il figlio a morire per Tallinn o Vilnius. Perché?  Primo, il gelo baltico ti congela le ambizioni prima ancora delle dita. Secondo, se il fronte crolla in cinque giorni, tanto vale spedirlo in vacanza a Ibiza: almeno torna con un’abbronzatura invece che in una bara.  Terzo, e qui Shirreff ci dà una mano involontaria, se Trump “congela” e Starmer beve tè, chi diavolo difenderà il tuo Wi-Fi? Meglio investire in un bunker casalingo con Netflix e scorte di pasta, che in elmetti per difendere un corridoio polacco-lituano largo quanto un’autostrada deserta.

In fondo, questa profezia è un reminder divino: la NATO è come quel vecchio zio che minaccia di diseredarti se non studi, ma alla fine ti lascia il telecomando. Sveglia l’Occidente? Forse. Ma più probabilmente, ci fa ridere nervosamente mentre controlliamo il calendario: 3 novembre? Manca poco, ma hey, magari piove e Putin rimanda per il mal di testa. O forse no. In ogni caso, Sir Richard, grazie per il brivido, ma la prossima volta, predici il numero del lotto. Vuoi mai che vinceremo qualcosa?

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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