Secondo Federico Rampini, il giornalista che riesce ad intervenire su tutto, dagli operai del Bangalore in sciopero, agli omicidi degli attivisti in Colombia, il sabotaggio del Nord Stream, il gasdotto nel Baltico, è opera dei russi, perchè se fossero stati gli occidentali “l’avremmo saputo”…
Sabotaggio del Nord Stream, la versione di Rampini
Come in molti sanno e dicono, una delle principali caratteristiche che distinguono l’Italia dai paesi europei più civilizzati è il livello assolutamente infimo della grande stampa nazionale, che in alcuni casi si configura come un vero e proprio delitto.
Federico Rampini è sicuramente uno dei rappresentanti più fulgidi della categoria ‘giornalisti vip’, e qualche giorno fa ha deciso di superarsi con un articolone sulla questione del sabotaggio ai gasdotti del Nord Stream che è un tale coacervo di falsità e insulti all’intelligenza che dovrebbe far imbarazzare chiunque lo legga.
Rampini, infatti, risponde così a coloro che ritengono che Putin non abbia nulla da guadagnare a distruggere un’infrastruttura della quale ha il pieno controllo: “Il problema è che se a organizzare un attentato in territorio occidentale (la zona delle fughe di gas è in un tratto di mare tra le coste svedesi tedesche e danesi) fossero stati degli occidentali, prima o poi lo verremo a sapere. È la natura delle democrazie: anche i nostri servizi segreti sono dei colabrodo, prima o poi qualcuno ha interesse a passare informazioni scabrose a un giornalista o a un magistrato o a una ong. È sempre successo, abbiamo una lunga scia di scandali a ricordarcelo.”
Caro Rampini, ammesso e non concesso che inevitabilmente “prima o poi lo verremo a sapere”, la lunga fila di scandali che sono emersi e continuano ad emergere sta lì a ricordarci esattamente l’opposto, ovvero che le “democrazie” spesso e volentieri fanno terribili porcate.
Inoltre, la storia ci insegna che gli scandali mica emergono il giorno dopo: ad esempio, caro Rampini, dovresti sapere che il famoso incidente del golfo del Tonchino, che fece scoppiare la terrificante guerra del Vietnam che fece milioni e milioni di vittime, fu una deliberata montatura degli Stati Uniti, ma la verità si cominciò a scoprire solo 17 anni dopo, non la settimana seguente.
Non pago, Rampini prosegue dicendo che il sabotaggio “genererebbe insicurezza sui mercati dell’energia” quando è ovvio che in realtà crea notevole sicurezza: il gas dalla Russia non può più arrivare, e questo ovviamente toglie completamente a Putin l’arma del ricatto. Se prima la Germania poteva immaginarsi di venire a patti con Putin per riottenere le forniture di gas, adesso viene ovviamente a mancare qualunque scopo per una trattativa simile.
Infine, per coronare l’assurdità con ulteriore ridicolo, Rampini sostiene che l’auto-sabotaggio servirebbe per “mandare un messaggio contro eventuali “colombe””: in pratica, Putin fa esplodere infrastrutture strategiche costategli circa 20 miliardi di euro perchè ciò, secondo lui, impedirebbe per sempre ogni riconciliazione tra Russia e Occidente e ciò dissuaderebbe le “colombe” filooccidentali dal fare un golpe contro di lui!
Nota bene: io non sto dicendo che a sabotare i gasdotti sia stata la CIA o chi per essa.. in assenza di ulteriori informazioni non si possono fare che congetture. Dico solo che le congetture di Rampini sono talmente strampalate che viene da chiedersi se il suo autore sia del tutto lucido, o se stia deliberatamente cercando di disinformare i suoi lettori.
Per chi è forte di stomaco, l’articolo di Rampini si trova qui.
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