Pina la Questurina: il nuovo volto dell’estremismo centrista

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Dall’Europa dei manager al fanatismo liberal: Pina Picierno diventa simbolo di un centrismo inquisitorio che censura e punisce in nome della democrazia. Tra russofobia e conformismo, la libertà è sorvegliata speciale.

Pina la Questurina

Dopo tanto parlare di Iran anche qui si sono materializzati i guardiani della rivoluzione. Il loro corpo di guardia in Italia è comandato da Pina Picerno, un’ortodossa sacerdotessa del fanatismo di centro.

L’estremismo centrista è quel tipo di condotta politica sempre pronta a spremere nel sangue chi osa solo contraddire l’ideologia di mercato, il linguaggio del profitto, l’eticità delle guerre di civilizzazione, l’architettura del capitalismo illuminato che si avvera nei protocolli robotici della spersonalizzazione europeista.

Questo approccio ispirato alla managerialità standardizzata dal globish, quel parlato gergale in uso nei consigli di gestione degli enti sovranazionali, ritiene necessarie continue purificazioni in nome della democrazia.

Ancora non può organizzare roghi con vittime sacrificali, mettere in piedi esecuzioni capitali dimostrative, torturare i reprobi in pubblica piazza. Ma può censurare, perseguitare, arrestare, silenziare celebrando la libertà.

Una Sharia laica che esplode in fondamentalismo ottuso quando si zittisce la cultura, la discussione intellettuale o la profondità storica espressa da studiosi, professori, militanti. La repressione russofobica ha sciolto le briglie a questi mediocri influencer con mire da lobbisti prestati alla politica. Prima, quando si doveva deplorare il pensiero critico, l’anticapitalismo e l’orizzonte socialista, erano solo un po’ trattenuti.

In quel caso ridicolizzare bastava. Ora, dopo il genocidio del popolo palestinese, poiché la credibilità pubblica di questi soldatini dal cervello stagno è scesa sottozero, l’assillo è impedire la libera circolazione delle idee.

I dispacci disciplinari li diffonde la questurina Pina. Una liberale così tanto liberale da assomigliare sempre più agli autocrati che vorrebbero combattere. Un po’ come la nuova premio Nobel per la pace.

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parole ribelli, menti libere

Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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