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“Chi è cresciuto a Roma Nord ha fatto il Vietnam”: per questa uscita infelice il giovane attore e regista Pietro Castellitto viene deriso da più parti. Le battute vengono facili, proviamo a dire qualcosa di diverso. E di più feroce. Achtung! Satira.
Pietro Castellitto, il Vietnam e Roma Nord
Un giovane di successo fa una dichiarazione un po’ ridicola e tutti lo prendono in giro, mossi probabilmente più dall’invidia che dallo sdegno sintattico/semantico. Non è un comportamento commendevole, anzi è ascrivibile alla categoria delle più basse grettezze cui gli uomini indulgono. E, poiché sono un uomo, lo faccio anche io.

Poiché è fondamentale partire dalle fonti, riportiamo il virgolettato della ormai famosa intervista.
“Non credo esista un posto più feroce. Chi è cresciuto a Roma Nord, ha fatto il Vietnam. Ma è un mondo anche tremendamente delicato e crepuscolare. Un mondo dove i valori basilari dell’esistenza – voglia di potenza, di bellezza, di soldi e successo – sono ancora in voga. Dinamiche indicate come negative dal mio mondo di provenienza e da buona parte della società civile”
Immaginatelo mentre si avvia verso l’Istituto Santa Giuliana Falconieri (fonte: Wikipedia, lo so che non è il massimo dell’autorevolezza, ma visto l’argomento va più che bene) per il suo primo giorno di scuola da liceale.
Il suo pensiero sarà stato “Sono figlio di attore famoso e di famosa scrittrice, qui chiavo facile”. E invece Pietro in quel posto nel cuore dei Parioli scopre che tutto è relativo: lì lui è un pezzente.
La figlia dell’avvocato da 800.000 euro l’anno, dell’amministratore delegato della ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica, del conte Urbano Clotildo Giovanni Maria Oddone Procolo Uggero Leonetto Odoacre (adesso cominciano i cognomi) Rattazzi Aldobrandini Ludovisi Ruspoli Caetani Odescalchi Altemps Colonna Gavotti Verospi de la Coronilla y Azevedo non solo non gli si concedono carnalmente, ma lo guardano con disprezzo, perché a prescindere dal censo -comunque insufficiente, pur nella sua opima consistenza- la sua è una famiglia di guitti.

Lo invitano alle loro feste solo per cortesia nobiliare/altoborghese, ma di copulare non se ne parla nemmeno. (Queste signorine, una volta diventate maggiorenni e signore, è più facile che la diano a un poveraccio, che sia per provare un’emozione diversa oppure per fare dispetto ai genitori o al marito: in mancanza di altri mezzi -bellezza, denaro- consiglio sempre di puntare sul ruolo di giardiniere di Lady Chatterley.)

Ed ecco Pietro arrivare a Gstaad per la settimana bianca, è convinto di fare colpo con il suo macchinone e la suite all’hotel Le Grand Bellevue. Ma la contessina (o la figlia dell’avvocato, dell’AD, ecc.) arriva con l’elicottero del suo fidanzato, Wilhelm Ernest Samantha von Boos-Waldeck, il quale la ospita nel suo castello e le mostra la collezione di mezzadri impagliati che la sua casata custodisce gelosamente da generazioni.

Come se non bastasse, Pietro ama il tennis ed è tifoso della Roma (fonte: Donna Glamour), il che lo pone in seconda fila rispetto ai suoi compagni (non so perché, ma questa parola qui mi sembra suonare male) che praticano il Mensur oppure sono campioni europei di coca party.

Insomma, siamo dalle parti di Alberto Boccetti che finge di essere il Conte Max Orsini Varaldo.

Pentimento e ringraziamenti
Ho già detto che prendere in giro le persone non sta bene, quindi mi pento (e magari lo dico anche al confessore per mondarmi l’anima, ché noi cattolici abbiamo questo vantaggio rispetto ai laici). Oltre a recitare l’Atto di Dolore e tre PaterAveGloria prometto anche di vedere “I predatori”, che potrebbe anche essere un bel film (nel cast c’è anche quello squinternato di Giorgio Montanini).

Inoltre lo ringrazio -sia detto senza ironia- perché la ferocia che il povero Pietro ha percepito in Roma Nord è la ferocia che c’è in tutti i quartieri di tutte le città e di tutti i Paesi del mondo: laddove chi ha denaro vive bene, chi ne ha molto vive benissimo e chi non ne ha campa malissimo o muore prematuramente, il risultato è che tutti sono infelici. Anche un trentenne attore e regista famoso.

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