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Pablo Neruda morì avvelenato dalla Cia mentre ricoverato in ospedale attendeva di poter partire per l’esilio in Messico. Lasciarlo andare in giro per il mondo era troppo pericoloso. La sua voce troppo potente e ascoltata.
Pablo Neruda, vittima dei Satrapi
Nel 120° anniversario della nascita del poeta Pablo Neruda, Premio Nobel della letteratura nel 1971, ricordiamo che fu anche un instancabile militante comunista.
Gabriel Garcia Marquez considerava Neruda “il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua”.
I poeti beat Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti e Jack Hirshman non smisero mai di rendergli omaggio. Massimo Troisi gli dedicò ‘Il Postino’, un film indimenticabile.
Morì dodici giorni dopo il golpe fascista di Pinochet, organizzato e rivendicato dal governo degli Stati Uniti. Il segretario di stato Henry Kissinger disse apertamente che non si poteva consentire che ci fosse un governo marxista in America Latina.
Il sogno di una via democratica al socialismo (Allende e la coalizione di Unidad Popular avevano vinto le elezioni) fu cancellato con un massacro di enormi dimensioni.
Allende morì nel palazzo presidenziale bombardato e assaltato dai militari. Migliaia di militanti di sinistra furono incarcerati, torturati, ammazzati.
Oggi sappiamo che Pablo Neruda morì avvelenato dalla Cia mentre ricoverato in ospedale attendeva di poter partire per l’esilio in Messico.
Sarebbe stato un sicario di Pinochet, un agente segreto della Cia di nome Michael Townley, ad accelerarne la morte con “un’iniezione letale”.
Lasciarlo andare in giro per il mondo era troppo pericoloso. La sua voce troppo potente e ascoltata.
Il funerale di Pablo Neruda fu la prima manifestazione dell’opposizione. Lentamente nel cimitero si strinse una folla, nella città presidiata dai militari, che cominciò a cantare L’Internazionale.
Tra le persone presenti la vedova del più celebre cantautore cileno, il comunista Victor Jara assassinato dopo le torture nello stadio di Santiago che era stato trasformato in un campo di concentramento. Pinochet per sfregio ordinò la devastazione delle tre abitazioni in Cile del Premio Nobel.
Oggi i media, i partiti di centrosinistra e anche gran parte degli intellettuali, compresi quelli che furono di sinistra, hanno fatto propria l’identificazione col “mondo libero” e l’espressione della guerra fredda è veicolata di nuovo dalla NATO che viene accreditata come baluardo democratico.
A proposito del “mondo libero” lascio la parola a Pablo Neruda:
Il capitalismo e l’imperialismo si coprono con una maschera che dice “mondo libero”, e sotto quella maschera si nascondono il terrore, la repressione di classe, la perversione sociale.
In ospedale Pablo Neruda aveva scritto una poesia che riuscì a uscire dal Cile. Fu pubblicata sull’Unità del 24 settembre 1973:
Satrapi
Nixon, Frei e Pinochet
fino ad oggi, a questo amaro mese di settembre
dell’anno 1973,
con Bordaberry, Garrastazu e Banzer,
jene voraci
della nostra storia, roditorl
delle bandiere conquistate
con tanto sangue e tanto fuoco,
sazl nelle loro – haciendas –
predator! infernali
satrapi mille volte venduti
e traditori. aizzati
dai lupi di New York,
macchine affamate di sofferenze,
lordate nel sacrificio
dei loro popoli martiri,
mercanti prostituiti
del pane e dell’aria americani,
ciarlatani, carnefici, stuolo
di • cacique • dei lupanari
senza altra legge che la tortura
e la fame, sferza del popolo.
* si riferisce ai dittatori latinoamericani al servizio degli USA citati nella poesia

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