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martedì 27 Luglio 2021
AgoràL'ossessione anticomunista della destra italiana che vuole cancellare la storia

L’ossessione anticomunista della destra italiana che vuole cancellare la storia

L’ossessione anticomunista della destra italiana, in assenza di comunismo, rasenta l’assurdo, oltre ad alimentare falsità storiche. L’ultima mossa è arrivata da Fratelli d’Italia, che attraverso Edmondo Cirielli ha presentato una proposta di legge per far sì che venga “messo al bando il comunismo“.

L’ossessione anticomunista di FdI

Il partito di Giorgia Meloni ritiene che sia “arrivato il momento di equiparare il regime comunista a quello fascista“. È infatti già in vigore una legge sul fascismo e dunque FdI ha sottolineato la necessità di estendere le misure previste anche per i regimi comunisti “e i modelli totalitari sovietici, cubani, venezuelani“.

Sulla scia dell’assurda risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 19 settembre 2019, continua l’ossessione anticomunista, anche ora che non esistono in Italia partiti di ispirazione marxista realmente in grado di condizionare la vita politica italiana.

L'ossessione anticomunista della destra italiana che vuole cancellare la storia

Ma questo “fattore K” è duro a morire: la prospettiva comunista è sempre stata considerata dal potere dominante come un qualcosa di ostile, da marginalizzare, da escludere con ogni mezzo.

Come ha scritto il professor Paolo Desogus de la Sorbona a Parigi:

“Se in Italia è esistito un grande partito comunista questo lo si deve alle particolari condizioni storiche del secondo dopoguerra, all’abilità di un gruppo dirigente temprato ad affrontare i nemici più temibili e all’esistenza di una forza popolare di massa capace, pur con tante difficoltà, a coniugare l’uno col molteplice, l’universalismo umanitario con il rispetto della persona, la lotta di classe con la democrazia.

Questa declinazione italiana del marxismo è ancora oggi temutissima. Sul piano simbolico riscatta infatti la vicenda del movimento operaio internazionale dalle deriva del comunismo sovietico. Mentre sul piano politico rappresenta l’unico modello capace di riconoscere nel conflitto di classe la precondizione di qualsiasi iniziativa strategica.”

L'ossessione anticomunista della destra italiana che vuole cancellare la storia

FdI dunque, con l’approssimazione storica e la rozzezza che la contraddistingue, motiva la propria iniziativa dichiarando che nel nostro Paese una politica eccessivamente buonista ha consentito di tollerare azioni, gesti, slogan e simboli che traggono la loro ispirazione dal regime dittatoriale comunista che in passato ha governato nell’Unione Sovietica, nell’Europa dell’est, in Cambogia, in Vietnam, in Cina, in Corea del Nord, a Cuba “e che, oggi, è presente in Venezuela e in numerosi Paesi africani, mietendo milioni di vittime“.

Siamo alle dichiarazioni da bar come spessore. Ma resta il problema di una narrazione, una forma mentis radicata nella storia italiana. Il pensiero marxista, anche quello basico di chi ha una conoscenza superficiale del medesimo, introiettato più dall’estetica di simboli che dall’approfondimento storico e teorico, mette comunque di fronte al problema dei problemi che molti vogliono nascondere, e cioè che lo sfruttamento, la povertà, le ingiustizie, il razzismo, hanno una radice materiale, sono cioè legati ai processi economici.

E dunque sarebbero inevitabili in un determinato meccanismo economico che nessuno vuol mettere in discussione, nemmeno la sinistra. Anzi, proprio la sinistra per ceti medio riflessivi, su questi temi ha effettuato piroette dialettiche notevolissime per convincersi e  convincere i propri elettori, che le ingiustizie non sarebbero dovute allo sfruttamento dei pochi sui molti, sistematicamente, ma dai cattivi comportamenti dei singoli. Le mele marce

Ricordiamo a tal proposito il sostegno del Partito Democratico al parlamento europeo, quando ha votato con l’estrema destra la messa al bando del comunismo.

Possiamo quindi dire che la legge proposta da FdI sia già da tempo in vigore seppur non in maniera ufficiale. L’oblio è nei fatti.

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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