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Il capitalismo europeo, secondo la vulgata, ebbe inizio in Inghilterra dopo una serie di cambiamenti nella gestione delle terre (recinzioni e modernizzazione) che portarono accumulo di ricchezza, aumento della produzione e liberazione della forza lavoro dalle campagne. I tre elementi spinsero l’industrializzazione.
Il capitalismo europeo
Ridurre il fenomeno alla sola Inghilterra, implica ignorare completamente gli apporti finanzari dei banchieri tedeschi, fiamminghi e italiani dei secoli precedenti o l’inondazione di metalli preziosi (e nuove colture e animali da allevamento) che colpì l’Europa dopo la scoperta dell’America.
Il Mar del Nord, già nella seconda metà del ‘500, stava scalzando l’area iberica. Il dinamismo olandese (finanza e pirateria) fu il sasso che fece partire la valanga.
Nel 1566, Margherita d’Austria governatrice delle Fiandre per conto di Filippo II – Imperatore di Spagna – fu umiliata dai notabili. La nobiltà minore insorse per difendere la propria autonomia legislativo-religiosa dall’Inquisizione e entrò a cavallo nel palazzo per consegnarle una petizione.
Margherita spaventata si asserragliò, finché un domestico non le disse che non aveva nulla da temere da quei “pezzenti”. Gli insorti olandesi rivendicarono da allora il nome di pezzenti.
La situazione olandese si risolse con la Guerra dei Trent’anni (1618-1648) e il riconoscimento dell’indipendenza delle sette province protestanti (un riconoscimento informale era arrivato nel 1609 con il Trattato di Anversa che fissava una tregua tra Spagna e insorti).
In pochi anni, le Province diventarono riferimento dei Protestanti di tutta Europa e centro mercantile e finanziario di grande rilevanza. Dal 1560 al 1650, la popolazione di Amsterdam passò da 30.000 a 150.000 abitanti.
Più che uno Stato, le Province Unite furono un grande esperimento societario. Ogni cittadino era mercante di se stesso e del proprio lavoro, la produzione e l’accumulazione di ricchezza era il minimo comune denominatore.
La costruzione di avamposti commerciali e militari in Oriente seguì lo stesso schema: gruppi di privati organizzavano missioni commerciali per poter espandere il mercato (cosa che portò in rotta con il Portogallo).
L’accumulazione di capitali fu tale che i Paesi Bassi finanziarono la ricostruzione di Londra dopo l’incendio del 1666.
Negli stessi anni fiorirono l’editoria, la stampa, la libertà di culto (mentre la Germania veniva sconvolta in guerre confessionali), la finanza (e le speculazioni – conoscerete tutti la bolla speculativa dei tulipani esplosa tra il 1636 e il 1637).
Anche la comunità ebraica, respinta prima dalla Penisola Iberica, poi dall’Europa Orientale, trovava in Olanda un luogo ideale in cui prosperare. Qui visse Spinoza – tra il 1632 e il 1677 – e in completa rottura con la comunità rabbinica locale espose la sua filosofia razionalista e materialista ante-litteram. Nel 1673, l’Elettore Palatino lo invitò a lavorare per lui, ma Spinoza rifiutò rendita e fama, potendo contare sul proprio lavoro – fabbricatore di lenti – e sulla libertà di opinione offerta dalle Province Unite.
Gli stessi cattolici col tempo riuscirono ad affermare la propria presenza e libertà e arrivarono ad essere oltre il 10% della popolazione complessiva.
Lo Stato smise di essere presente nelle vite dei cittadini. La libertà era vista come strumento di espansione economica. Un buon lavoratore, un uomo benestante, un buon mercante poteva aderire a qualsiasi culto, non spettava alla comunità occuparsi di questo.
Così schiacciati tra grandi Stati confessionali, gli olandesi affermarono un nuovo modello che lentamente conquistò l’Europa e poi il mondo.
La libertà religiosa, di parola, scientifica, di iniziativa si dimostrò vincente e diventò bandiera delle piccole comunità protestanti.
La necessità di stampare la Bibbia per la lettura dei fedeli senza intermediari, permise la fioritura dell’editoria e del conseguente mercato librario che ne derivò (oltre che una diffusa alfabetizzazione della popolazione).
In poco meno di un secolo, il modello olandese pose le basi per il successivo decollo europeo.

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