-4.1 C
Rome
domenica 23 Gennaio 2022
Agorà90 anni fa venne fucilato Michele Schirru, l’anarchico che voleva uccidere Mussolini

90 anni fa venne fucilato Michele Schirru, l’anarchico che voleva uccidere Mussolini

Il 29 maggio del 1931 veniva fucilato l’anarchico Michele Schirru che tentò di uccidere il Duce. Al suo nome vengono dedicate brigate di combattenti libertari durante la Guerra Civile di Spagna e durante la Resistenza in Italia.

Di Benigno Moi per La Bottega del Barbieri.

Michele Schirru, l’anarchico che voleva uccidere Mussolini

Sabato 29 maggio 2021 ”è  il giorno in cui sono passati novant’anni da quando Michele Schirru venne fucilato alla schiena“.

Massimo Lunardelli apre così il capitolo dedicato all’ultima delle 14 date con cui racconta le vicende di Michele Schirru. La sua è l’ultima, per ora, biografia dell’anarchico sardo-americano*, una delle 6 persone condannate per aver tentato, o progettato, di ammazzare Mussolini quando era al potere**.

Michele Schirru nasce a Padria alla fine del 1899 e cresce a Pozzomaggiore, due paesi del sassarese. Qui comincia la sua formazione politica, avvicinandosi ai circoli socialisti. Arruolato nel 1917 – i famosi “ragazzi del 99” – è mandato al fronte, a scavare trincee, dove rimane oltre un anno. Nel dopoguerra rimane a Torino (dove aveva vissuto anche prima della guerra, e dove venne anche arrestato mentre partecipava ad una manifestazione per il pane), e si avvicina agli ideali anarchici.

Dopo un breve rientro in Sardegna nel novembre del 1920 emigra negli Stati Uniti, dove si trovava già il padre, dal 1916. Passa un breve periodo a Pittsfield,  dove viene arrestato e ferito durante una “rissa/protesta” anticlericale, poi si trasferisce a New York.

Qui lavora nel campo del commercio delle banane, nel 1925 sposa una ragazza di origini italiane, Minnie Pirola, con la quale farà due figli; nel 1926 ottiene la cittadinanza americana. Ed è qui che da subito svolge la sua attività politica, frequentando gli ambienti degli anarchici italiani, di cui molti sardi, e legandosi al gruppo di che pubblica il giornale L’adunata dei refrattari.

Sono gli anni delle mobilitazioni in favore di Sacco e Vanzetti, condannanti a morte nel 1921 e che verranno uccisi sulla sedia elettrica nel 1927, gli anni della caccia al rosso e all’anarchico, soprattutto se straniero. Ma anche gli anni delle lotte e dell’impegno per Schirru nella fondazione di circoli e giornali anarchici, per cui continuerà a scrivere sino all’arresto. Dall’altra parte dell’oceano c’è l’ascesa e il consolidamento del regime fascista in Italia, con le sue ramificazioni, i suoi funzionari, propagatori e informatori anche negli Stati Uniti, nella composita comunità della diaspora italiana.

In questo clima nasce l’idea della necessità del gesto esemplare (la propaganda col fatto), del tirannicidio che sia sprone alla sollevazione contro il regime. Per i movimenti anarchici Caserio, Passannante, Bresci continuano ad essere figure che hanno saputo sacrificare tutto in nome dell’idea.

La leggenda narra che la scelta di scegliere chi sarebbe tornato in Italia ad ammazzare il Duce fu affidata al “fuscello più corto”, e che questo venne pescato da una militante donna, ma Michele si offrì di sostituirla.

Fatto sta che nel febbraio 1930 si imbarca per l’Europa. Girerà per un po’ fra Italia, Belgio, Svizzera e soprattutto Francia, dove entra in contatto con gli esuli italiani, a cominciare da Emilio Lussu, il quale lo accompagnerà alla stazione quando tornerà in Italia deciso a portare a termine la sua missione, nel gennaio 1931. Scriverà Lussu “Lì, alla Gare de Lyon, salutandolo dal marciapiede sotto la vettura, dissi arrivederci e gli sorridevo. Anche lui sorrideva, ma triste. Rispose: no, non arrivederci. Addio. Soltanto questo disse, e sollevò il vetro del finestrino”.

Durante la sua prima permanenza in Italia, per studiare i percorsi di Mussolini e capire come poter realizzare l’attentato senza coinvolgere vittime civili, aveva avuto modo di vederlo da molto da vicino a Milano, nel corso di una visita del Duce per inaugurare una nuova sede del Fascio.

Dittature, tutto quanto fa spettacolo: il Foglio d’Ordini del PNF

Schirru viene arrestato il 3 febbraio 1931 a Roma, in un albergo nei pressi di Piazza di Spagna, in compagnia di una ballerina ungherese. La sua sede operativa era però l’Hotel Royal (ribattezzato Reale dal fascismo), da dove poteva seguire i percorsi di Mussolini, e dove vengono trovate le due bombe che si era portato dalla Francia.

Al momento dell’arresto, mentre ancora tenta di spacciarsi per cittadino americano, ha con sé una pistola che non gli viene trovata subito, e che userà una volta arrivati in caserma nel tentativo di suicidarsi. Nella colluttazione rimangono feriti anche alcuni poliziotti.

Curato per la ferita alla testa, dopo una settimana viene trasferito in carcere, ed è ormai evidente che sanno chi è, e che probabilmente conoscevano tutto e seguivano i suoi spostamenti fin dal suo arrivo in Italia. A questo punto Schirru rivendica lo scopo del viaggio in Italia e la volontà di uccidere Mussolini.

90 anni fa venne fucilato Michele Schirru, l’anarchico che voleva uccidere Mussolini
Michele Schirru dopo l’arresto, con la ferita alla testa ancora visibile

l processo si terrà il 28 maggio 1931 davanti al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, istituito 5 anni prima per combattere gli oppositori del Regime con il decreto del 12 dicembre 1926, lo stesso che aveva reintrodotto la pena di morte in Italia.

Schirru ha potuto incontrare il suo avvocato d’ufficio solo una settimana prima; il processo è solo una formalità, che non rispetta neanche le stesse procedure previste dalla legge. Il presidente Cristini, il Pubblico ministero Fallace, il generale Vaccari cui l’avvocato (dopo aver convinto Schirru a firmarla) consegnerà la domanda di grazia da inoltrare al Re, e che non lo farà, concorrono tutti a far sì che accada ciò che è stato già deciso, probabilmente dallo stesso “Duce”.

90 anni fa venne fucilato Michele Schirru, l’anarchico che voleva uccidere Mussolini
Il tribunale speciale

Mussolini in seguito dichiarerà che rispettava la coerenza e gli ideali degli anarchici che provarono ad ucciderlo, Schirru e Sbardellotto, e che forse avrebbe potuto evitare venissero fucilati. La realtà è che al regime servivano le punizioni esemplari per terrorizzare chi osasse anche solo pensare di attentare alla sua persona. Si stanno preparando gli strumenti per realizzare i “fulgidi destini della Patria”, dall’impero alla guerra per restituire all’Italia i “territori irredenti”.

Nivola-Processo Schirru

Michele Schirru viene fucilato, alla schiena, la mattina del 29 maggio da un plotone composto da soli sardi (ufficialmente tutti volontari che si son fatti avanti per vendicare l’offesa arrecata da un sardo alla sacra figura del Duce).

Scriverà il quotidiano di Cagliari L’Unione Sarda del 29 maggio 1931:
“Michele Schirru, anarchico, violento per natura, debosciato come tutti i rifiuti della società, scompare colpito dalla pena degli infami. Egli era nato nella nostra Isola, da una famiglia sarda; ma la Sardegna e la sua famiglia non devono arrossire per questo delinquente della specie più bassa. La Sardegna, fedelissima al Regime, non lo annovera più tra i suoi figli da molti anni… Era un senza-patria e un senza-famiglia, un negatore di tutte le più alte idealità, un sanguinario, un amorale che la Giustizia elimina dal consorzio degli uomini”.

Non  è stato mai accertato dove sia stato seppellito.

90 anni fa venne fucilato Michele Schirru, l’anarchico che voleva uccidere Mussolini

Note

* Massimo Lunardelli, “Kemirruschi, la storia di Michele Schirru in 14 date”, edizioni Abba, 2021 (Kemirruschi, anagramma di Mike Schirru, era il nome usato spesso da Schirru nel firmare i suoi articoli)

** Le altre 5 sono Tito Zaniboni, Violet Gibson, Gino Lucetti, Anteo Zamboni e Angelo Sbardellotto.

La Bottega del Barbieri


labottegadelbarbieri
è un blog collettivo curato da Daniele Barbieri and co

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli